Roma, 30 agosto 2026
Il Movimento per la Vita Italiano insieme al network Ditelo sui tetti, rivolge un appello forte e rispettoso al Consiglio Regionale del Veneto: non piegare il Servizio Sanitario alla logica della morte medicalmente assistita cioè alla “cultura dello scarto” (Papa Francesco, 2015). La nostra posizione nasce da una responsabilità culturale e istituzionale che non può essere elusa: «Se il Sistema sanitario pubblico venisse piegato a prestazioni che anticipano la morte dei malati, affermerebbe che la vita debole non ha dignità».
Il voto del 1° settembre non è un passaggio tecnico. È un passaggio civile, antropologico, politico.
È un voto che dice chi siamo come comunità e quale idea di persona intendiamo custodire.
Il Presidente Zaia ha invitato i Consiglieri a “essere all’altezza” della responsabilità. Noi raccogliamo quell’invito e lo rilanciamo: essere all’altezza significa non trasformare la solitudine, la malattia, la fragilità in un varco verso la morte di Stato.
La lettera aperta congiunta del Movimento per la Vita Italiano e del network Ditelo sui Tetti ricorda che «l’eliminazione del sofferente non amplia la libertà, ma la comprime», riducendo il morire a un atto amministrativo, anziché a un processo umano che merita presenza e cura.
Perché questa legge va respinta con fermezza? La proposta di legge non è un semplice regolamento organizzativo. È un assenso politico alla morte medicalmente assistita.
- No complicità nel suicidio dei sofferenti
LETTERA APERTA | Agosto 2026
