Il Movimento per la Vita Italiano, a 44 anni dall’entrata in vigore della legge 194/1978 sull’aborto volontario, continua a giudicare ingiusta questa legge. Tuttavia, realisticamente, le difficoltà per eliminarla sono enormi perché oggi gli attuali assetti parlamentari ne rendono politicamente impossibile la rimozione. In un sistema in cui l’aborto è legale e la legge non è immediatamente modificabile, è necessario attuare la difesa del diritto a nascere attraverso la cultura, l’educazione, il consiglio e la condivisione concreta delle difficoltà che orientano la donna verso l’aborto. In questa prospettiva è auspicabile una profonda riforma dei consultori familiari in modo da renderli efficace strumento di tutela del diritto alla vita dei concepiti: rinunciare a punire non significa rinunciare a difendere i bambini non nati ponendosi accanto alle loro mamme. Se la misericordia deve inondare le donne che hanno fatto ricorso all’aborto  ̶  vittime anche loro  ̶  ferma deve essere la severità nei confronti di quella cultura radicale che continua a rifiutare di volgere lo sguardo anche verso il concepito. Dunque a tema, a 44 anni dall’approvazione dell’ingiusta legge 194, non sono le ideologie radicali, ma quella moltitudine di bambini in viaggio verso la nascita di cui si vorrebbe ignorare l’esistenza. Il massimo strumento di prevenzione dell’aborto è la consapevolezza che la gravidanza riguarda anche un essere umano che vive e cresce nel grembo della donna. Il Movimento per la vita mette a disposizione della società l’esperienza dei Centri di aiuto alla vita che hanno aiutato a nascere moltissimi bambini non contro le madri ma insieme alle madri. È urgente uno sforzo comune perché il riconoscimento del concepito come uno di noi divenga patrimonio comune della intera società italiana perché conforme alla ragione, alla scienza moderna, alla cultura giuridica che ha per fondamento la dignità umana, l’eguaglianza e i diritti dell’uomo. Auspichiamo che tutte le istituzioni pubbliche ad ogni livello promuovano iniziative per aiutare le madri e le famiglie in difficoltà a causa di una gravidanza difficile o non attesa affinché ogni figlio possa comunque essere accolto. Che il riconoscimento della dignità umana e del conseguente diritto alla vita di tutti sia ragione di riconciliazione e dialogo nella società civile!