MPVI sul Committee on Women’s Rights and Gender Equality del Parlamento Europeo: diverse inesattezze e qualche illazione

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Il Movimento Per la Vita Italiano ha voluto commentare il recente intervento della dott.ssa Martina Avanza dell’Università di Losanna al Committee on Women’s Rights and Gender Equality del Parlamento Europeo.

Anzitutto, il Movimento esprime il proprio disappunto per essere stato definito “rispettabile tra virgolette. La Presidente, Marina Casini, ha dichiarato “ci riteniamo un movimento rispettabile in tutti i sensi e in tutti i contesti in cui operiamo; un movimento partecipato con migliaia di volontari in tutta Italia, un movimento con una lunga storia che ci ha portato ad essere tra le maggiori realtà pro-life d’Europa”. Quanto ai riferimenti all’obiezione di coscienza ascoltati nell’intervento, la Presidente ha ribadito che “l’obiezione di coscienza è un diritto e una espressione di libertà individuale: le scelte possono non essere condivise, ma i diritti vanno sempre rispettati, non messi in discussione continuamente. Ancor più merita tutela la scelta di medici e infermieri obiettori in quanto essa coinvolge valori etici e impegnandoli in prima persona a testimoniare la coerenza di tale scelta”.

La Presidente aggiunge inoltre che “la dott.ssa Avanza sbaglia quando afferma che il Movimento ha utilizzato le istituzioni per i nostri fini, al contrario crediamo che i fini delle istituzioni e del nostro volontariato possono non solo coincidere ma anche sostenersi a vicenda, per essere sempre di più a servizio della donna e della società, e mai contro qualcuno”.

Quanto ai riferimenti all’iniziativa dei cittadini europei Uno di Noi, la Presidente precisa che “la definizione dell’embrione quale “uno di noi” non era una opinione personale di Carlo Casini, promotore dell’iniziativa, ma una posizione condivisa da due milioni di europei che hanno sottoscritto l’iniziativa (la quarta nella storia dell’Unione a raggiungere il numero di adesioni necessario per la discussione di fronte alla Commissione Europea), e ancora prima con le stesse parole si era pronunciato il Comitato Nazionale di Bioetica Italiano, organo di consulenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

In un contesto in cui si chiede il rispetto di tutti, la possibilità di espressione per ciascuno, appare incoerente che il Movimento Per la Vita Italiano, i suoi volontari, i suoi sostenitori e quanti in Europa condividono la difesa della vita umana, sia definito come “qualcosa che dovremmo combattere” all’interno di una istituzione europea. La Presidente conclude ricordando che “le vere battaglie, quelle che ciascuno dovrebbe sentire il dovere di combattere, non sono mai contro qualcuno, ma per qualcuno, specialmente a favore dei più indifesi, e il bambino concepito è il primo tra gli indifesi della nostra società”.