Comunicato Stampa. Il Movimento Per la Vita alla iniziativa dell’On. Baldassarre “Con dignità, fino alla fine”

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Roma, 3 marzo 2022

“Con dignità, fino alla fine” è il titolo della serata di riflessioni sul fine vita in Italia e in Europa al Circolo dei Canottieri a Roma, tenutasi il 2 marzo ore 18:00, a cui il Movimento Per la Vita Italiano ha partecipato, con l’intervento della Presidente Marina Casini.

Un momento di incontro prezioso, di condivisione di alti valori, guidati dalle parole di personaggi di alta formazione, nelle diverse materie che la questione del suicidio assistito del consenziente coinvolge.

 

Ha aperto la riflessione, l’On. Simona Baldassarre, che ha voluto e organizzato l’iniziativa, chiedendo un minuto di silenzio in preghiera per la guerra in Ucraina e introducendo il moderatore, Gennaro Sangiuliano, direttore del TG2, che ha parlato del tema “ambizioso, denso, spesso banalizzato”, passando la parola ai diversi interlocutori: Padre Gonzalo Miranda, bioeticista e decano della facoltà di bioetica APRA, Alberto Gambino, giurista e presidente dell’Associazione Scienza e Vita, Domenico Menorello, giurista e presidente dell’Osservatorio vera Lex, Giuseppe Casale, Palliativista e Presidente della Fondazione Antea, Emanuele di Leo, attivista e Presidente Steadfast Onlus. Ha portato i suoi saluti anche il segretario della Lega, Matteo Salvini, che ha ringraziato i relatori e i partecipanti per parlare di vita anche e soprattutto in questo periodo storico di guerra che stiamo vivendo.

 

“È importante aver parlato di vita e di dignità, anche in questa occasione- ha affermato a conclusione dell’incontro, la Presidente MPVI, Marina Casini– una dignità che ha due fondamentali caratteristiche: è inerente, cioé intrinseca e inestirpabile, ma soprattutto è uguale per tutti, ci accomuna come minimo comune denominatore e prescinde da condizioni e circostanze.  Nei confronti dei malati e dei sofferenti, come anche nei confronti dei più deboli, primo tra tutti il concepito, dobbiamo avere uno sguardo di tenerezza che accompagni l’altro e ne tenga conto a 360 gradi su piano fisico, psicologico e spirituale”. Nel suo intervento la Casini aveva ribadito come l’eutanasia sia “ una tentazione forte nei momenti di sconforto” e come “si travesta di autodeterminazione” ma come questa non possa essere considerata una risposta civile alla sofferenza “che va combattuta senza eliminare il sofferente. Una società civile accetta, accoglie la morte ma non la cagiona, non la somministra”.