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Messaggio dei Vescovi per la Giornata per la Vita anno 1990

1. - Amica sincera e disinteressata degli uomini, la Chiesa crede fermamente che la vita umana, anche se debole e sofferente, è sempre uno splendido dono di Dio e diritto inallienabile di ogni uomo.
In ogni essere umano è riflesso il mistero di Dio. Siamo vivi per servire la vita di ogni uomo. Questo è il messaggio che vorremmo far giungere nelle case di tutti, in occasione della XII Giornata annuale per la vita.
La vita umana è segno di benedizione da parte di Dio. E' dono suo, anche quando è velata e condizionata dalla fragilità e dalla sofferenza. Ed è dono che ci responsabilizza. Da concepimento nel grembo materno fino all'ultimo respiro, è affidata a ciascuno e alla responsabilità di tutti. Creato a immagine e somiglianza di Dio, l'uomo è chiamato ad esistere «per» gli altri e a rendere conto della vita degli altri, come della sua vita a Dio. Cosi è scritto nella Bibbia: «Domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello» (Genesi 9,5).

2. - Nel nostro paese, proteso nel cuore del Mediterraneo quasi come un ponte di solidarietà e di pace, si registrano, insieme allo sviluppo delle istituzioni e a un più diffuso benessere, minacce crescenti alla convivenza, alla salute e alla vita di tutti.
Si è oscurata la consapevolezza che «aborto e infanticidio sono abominevoli delitti» (Gaudium et spes, n. 51). Anche i sequestri di persona, le violenze, mascherate perfino di passione sportiva, lo smercio di droga, l'inquinamento dei mari e delle città sono sintomi di un male profondo. La vita umana è banalizzata e svenduta come un oggetto di consumo. E' tempo di riscoprire la bellezza e la verità e di invertire la direzione di marcia.
Non è segno di civiltà declassare la persona e umiliare il corpo umano, avallare l'immoralità e minare la stabilità del matrimonio. Non è progresso quello che esalta il desiderio di benessere e di qualità della vita fino a giustificare, per una cosiddetta pietà, un atto che uccide. Non giova una politica che ignora i diritti elementari della famiglia riguardo alla natalità e ai figli, alla casa e alla solidarietà verso gli infermi e i vecchi.

3. - Affidata all'uomo come un bene prezioso e vulnerabile, la vita gli appartiene e, al tempo stesso, non è in suo potere. Ognuno è vivo per realizzare, lungo l'esistenza sulla terra e nel tempo, un disegno divino che avrà il suo compimento nell'eternità. Si è vivi per meritare la pienezza della vita, preparata e promessa da Cristo Risorto.
Il bambino, fin dal suo concepimento, attende una rete di solidarietà per vivere, anche quando mostra segni, probabili o certi, di imperfezioni o di handicap. Gli immigrati, i nomadi, i malati mentali, i barboni recano con sé domande di solidarietà cui non si può rispondere innalzando barriere di difesa. Chi porta segni penosi di sofferenza e di morte attende, prima di tutto, che di lui si abbia cura.
Sotto questi volti si nasconde il volto di Cristo.

4. - Siamo grati a Dio per le testimonianze innumerevoli di vita generosa e onesta, di volontariato e di solidarietà autentica offerte da tante famiglie nell'educazione dei figli, nell'accoglienza della vita nascente e nell'aiuto a persone in difficoltà. E' motivo di fiducia anche la dedizione di tanti uomini di scienza e operatori professionali, come l'impegno tenace di singoli, gruppi e comunità, che operano per la tutela e la promozione di ogni vita umana in ogni condizione.
A tutti rivolgiamo l'appello a prendere seriamente a cuore in ogni ambito - pubblico e privato, legislativo e amministrativo, sociale e culturale - la difesa della vita, del matrimonio e della famiglia. E' la condizione perchè vi sia progresso nella pace.
La Vergine Maria, che ha atteso e dato la luce per noi il Salvatore, accompagni nelle case con la sua benedizione questo messaggio.


 


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