E’ stata in questi giorni presentata al ministero della Sanità una lettera firmata da oltre 5000 mamme che, spesso in base alla loro tragica esperienza, chiedono una corretta informazione per tutte le coppie che disgraziatamente si trovano a perdere un figlio prima della nascita, il cosiddetto “aborto spontaneo” e non sanno che il corpicino del bambino puň essere reso alla famiglia e seppellito a norma di legge. Nel sito web ( www.ciaolapo.it) che raccoglie le firme della petizione, si leggono racconti strazianti e lettere di solidarietà. E’ un iniziativa che aiuta le donne a partire dall’evidenza che il feto è un figlio. L’associazione – non un’associazione pro-life, non un’associazione religiosa - si prende carico delle donne o delle coppie che hanno avuto la tragedia di perdere un bambino prima della nascita. Dolore censurato, negato dai media, sottovalutato dai parenti e amici. CiaoLapo è stata fondata da due genitori, entrambi medici a seguito della morte endouterina del loro secondo figlio, allo scopo di fornire ai genitori in lutto un aiuto strutturato e un supporto basato sulle prove di efficacia. Si tratta di medici, psicologi e ostetriche che si prendono carico di questo dolore.