l feto umano non può provare dolore prima delle 24 settimane: queste le conclusioni di uno studio dal Royal College of obstetricians and gynecologists (Rcog). Lo studio era stato commissionato dal governo su pressione di gruppi pro life che sostenevano che il feto provasse dolore già a 20 settimane e che pertanto richiedevano che fosse abbassato sotto le 24 settimane il limite ufficiale per praticare l’interruzione di gravidanza nel Regno Unito. Secondo lo studio le connessioni nervose nel cervello non sarebbero sufficientemente formate per consentire la percezione del dolore prima delle 24 settimane. E anche dopo la 24esima settimana, il feto è in uno stato di "costante incoscienza, come se dormisse o fosse sedato" afferma ancora lo studio. Agli esperti è stato chiesto anche di definire in un secondo rapporto ’un grave handicap’, che è la motivazione tecnico-legale per la quale si può abortire legalmente oltre la 24.ma settimana (l’1% di tutti gli aborti in GB avviene oltre questo termine): tuttavia il Rcog non ha voluto produrre una lista di condizioni che rappresentino un ’grave handicap’ perché non si può predire l’impatto a lungo termine di un’anormalità. Il doppio rapporto è stato accolto favorevolmente dagli ambienti abortisti mentre per i pro life le affermazioni del Royal College non riflettono lo stato del dibattito sull’aborto. Josephine Quinavalle di Comment on Reproductive Ethics dice: ’Credo che entrambi i rapporti ci dicono solo che il Rcog accetta gli aborti tardivi e che si sono rifiutati di esaminare gli aspetti etici e scientifici del problema’. Nell’ultimo voto parlamentare in materia, nel 2008, i Comuni hanno bocciato una proposta per ridurre il termine di 24 settimane.