"Preoccupa la divisione degli Ordini dei medici sul testamento biologico". Un argomento con importanti implicazioni deontologiche che dovrebbe, invece, basarsi su un consenso unanime. Lo ha detto il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella. Roccella, riferendosi al documento recentemente votato dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), ha sottolineato che il testo in cui si indica la necessità di dare maggior peso al rapporto medico-paziente, è stato votato dai presidenti degli Ordini provinciali solo a maggioranza e non all’unanimità. Il sottosegretario ha spiegato che nella proposta di testamento biologico in realtà "è stato fatto pesare il rapporto medico-paziente e la non vincolabilità indicata nel Ddl Calabrò va proprio - dice Roccella - in questa direzione. Si attribuisce, infatti, la valutazione clinica al medico e non alla legge". Ma Roccella sottolinea anche che gli Ordini dei medici hanno il compito istituzionale di garantire la massima condivisione possibile sui criteri deontologici, e non su altro: "Non sono società scientifiche e non è compito loro esprimersi sulle terapie". "Ci preoccupa la non unanimità espressa su questo tema, perché ciò vuol dire che c’è divisione sui criteri deontologici. E allora è indispensabile che il legislatore non metta in campo un diritto mite, come hanno chiesto i medici, ma un diritto forte e chiaro. In modo che non ci possano essere dubbi sul piano deontologico".