“Non appena il provvedimento del ministro Maurizio Sacconi si rivelerà inefficace, come i legali della famiglia Englaro ritengono, Eluana sarà trasferita a Udine”. Lo ha detto Claudio Riccobon, Amministratore delegato della Casa di cura “Città Udine”. Nella struttura convenzionata con il servizio sanitario regionale, “saranno quindi prestate le cure richieste per quell’accompagnamento decoroso - ha aggiunto Riccobon - stabilito dalla Corte d’Appello di Milano”. Eluana Englaro - secondo quanto è appreso a Udine - potrebbe lasciare la clinica di Lecco già domani. Il decorso alla casa di cura di Udine - secondo alcune previsioni - potrebbe durare circa quindici giorni.
Ieri sera il ministero del Welfare aveva affermato che la sospensione di tali trattamenti in pazienti in stato vegetativo nelle strutture del Sistema sanitario nazionale è “illegale”. Un atto di indirizzo “generale” al fine di “rendere omogenee le pratiche in campo sanitario con riferimento a profili essenziali come nutrizione e alimentazione nei confronti delle persone in stato vegetativo persistente”, ha precisato Sacconi illustrando l’atto.
L’iniziativa del ministro ha bloccato il viaggio di Eluana in ambulanza verso la casa di cura Città di Udine, che doveva avvenire questa notte. La conferma è venuta direttamente dalla clinica friulana dove la donna avrebbe dovuto essere ricoverata.