La manovra economica attualmente all’esame del Parlamento contiene – tra gli altri – almeno due provvedimenti che il Movimento per la vita non può non stigmatizzare. Il primo riguarda l’ulteriore rinvio del pensionamento da parte delle lavoratrici. Una decisione necessaria, è stato detto, che porterà l’età pensionabile per le donne a sessantasette anni, di fatto equiparando, ai fini della pensione, donne e uomini. Una misura di apparente equità che diventa invece una sperequazione se non si prevedono misure per sostenere la maternità che, oltre ad avere un indiscusso valore sociale rappresenta il vero motore per rilanciare l’Italia e dare ad essa un reale futuro. Tanto più a fronte della attuale sfida demografica. Per questo facciamo nostra la proposta già avanzata dal Forum delle associazioni familiari di introdurre quanto meno un riconoscimento contributivo (c.d. contributivi figurativi) per ogni figlio generato. Un secondo profilo ancora più critico della manovra in discussione concerne laliberalizzazione della vendita di farmaci di fascia C che, se approvata, determinerà l’ingresso in migliaia di parafarmacie presenti sul territorio italiano, del Norlevo, la "pillola del giorno dopo" la cui assunzione, ogni qual volta vi è stato concepimento, ha effetti abortivi. Con la definitiva banalizzazione dell’aborto e dell’aggiramento della stessa legge 194. Il Movimento per la vita chiede a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento ed ai singoli parlamentari dichiaratamente sensibili ai valori "non negoziabili" di agire per modificare questi aspetti della manovra.