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Newsletter n° 5  - 21/12/2007
18.06.08 Scambiamoci auguri di speranza per un 2008 veramente indimenticabile Nell’anno degli anniversari, molti gli appuntamenti e i nodi che andranno sciolti (070512) Questo 2007 che sta per concludersi è stato un anno dai grandi spunti positivi (basti citare il Family per tutti) ma anche dai gravi avvitamenti di temi vecchi e nuovi (cellule staminali, Ru486, eutanasia…). Nel 2008 ritroveremo puntualmente tutte le grandi questioni bioetiche ma torneremo a sperimentare il clima della mobilitazione: petizione del Forum e mobilitazione europea sono realtà già avviate, ma altre se ne aggiungeranno nell’anno dei grandi anniversari in cui ricorderemo i trent’anni della legge 194, i sessanta della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e poi ancora, la convenzione sui diritti del fanciullo e Costituzione italiana. Insomma appuntamenti che terranno desto ed impegnato il popolo della vita. Avremo uno strumento in più per affrontarli: la neo costituita Area comunicazione del Movimento per la vita dopo aver rilanciato Trentadue si sta apprestando a varare la nuova edizione di Siallavita con tanto di restyling grafico e contenutistico. Il numero di gennaio, interamente dedicato alla Giornata per la vita sarà anche il primo numero del nuovo corso, purtroppo anche con un piccolo ritocco nel costo degli abbonamenti (fermo del resto da almeno dieci anni). Per tutte queste ragioni gli auguri che ci scambiamo in vista delle prossime festività sono auguri di grande speranza e di reciproco impegno per una stagione esaltante da un lato, ma anche critica e determinante per gli sviluppi successivi. (Daniele Nardi) continua»
18.06.08 40 Movimenti pro life d'Europa lanciano una campagna continentale Dieci milioni di firme per il diritto alla vita e la famiglia (070501) I rappresentanti di 40 organizzazioni per la vita e la famiglia di 14 diversi Paesi europei si sono incontrati nei giorni scorsi a Strasburgo per iniziativa del Forum europeo per i diritti umani e le famiglie (Fefa), in occasione della proclamazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (12 dicembre). I pro life europei hanno deciso di lanciare una petizione che dovrà protrarsi fino al 10 dicembre 2008 (60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo), e che ha come obbiettivo la raccolta di 10 milioni di firme per la vita e la dignità dell’uomo in tutti i Paesi dell’Unione. Nella petizione è scritto: “Consapevoli che la dignità umana, la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà e la giustizia costituiscono il patrimonio spirituale e morale su cui si fonda l’unione dei popoli europei” constatiamo che “i diritti dell’uomo sono traditi anche perché non sono riconosciuti come titolari di tali diritti tutti gli esseri umani”. Nel testo si sottolinea anche che “non è sempre chiara la definizione della famiglia, in un contesto generale in cui il crollo demografico in Europa è ragione di grave preoccupazione e diviene sempre più importante il compito educativo dei genitori verso i figli”. I sottoscrittori della petizione chiedono infine che “alla base della interpretazione, della promozione e dell’attuazione dei diritti umani sia posto sempre il riconoscimento del diritto alla vita di ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale e dalla famiglia come nucleo fondamentale dello Stato, costituita mediante il matrimonio di una donna e di un uomo”. In Italia ad organizzare la raccolta sarà il Movimento per la vita che ha attivato un indirizzo mail con cui aderire on line: dirittiumani@mpv.org continua»
18.06.08 L'Europa riparta dai diritti dell'uomo Appello alle istituzioni ed ai popoli dei 350 giovani vincitori del Concorso scolastico (070502) Giovedì 13 dicembre, nella sala Robert Schumann del Parlamento Europeo, si è conclusa la visita a Strasburgo dei 350 giovani vincitori del concorso indetto nel trascorso anno scolastico dal Movimento per la vita e dal Forum delle associazioni familiari sul tema "Io giovane e la famiglia". Il concorso è giunto alla sua ventesima edizione conta su oltre ventimila giovani partecipanti ogni anno mentre i vincitori sono stati finora 8000. I giovani, nella tradizionale seduta simulata nell’emiciclo del Consiglio d’Europa, hanno discusso animatamente, soprattutto sulle virtù che dovrebbero dare forza ai valori europei e sul ruolo e concezione della vita e della famiglia. Facendo riferimento alla tradizione umanistica e civile del Vecchio Continente, i giovani hanno scritto e votato a maggioranza che "la convivenza civile dell'Europa si può realizzare solo quando vengono rispettati i diritti fondamentali dell’uomo". Tra questi, hanno menzionato come “primo” e “imprescindibile”, “il diritto alla vita e la valorizzazione della famiglia primo luogo di accoglienza per l’essere umano”. “Il documento conclude: “Noi giovani d’Europa esortiamo i nostri parlamentari, rappresentanti della volontà e dei bisogni dei popoli, a prestare servizio a favore della famiglia e del bene comune, in modo da assicurare, senza distinzione di etnia e di cultura, l’armonia, l’uguaglianza sociale, la convivenza pacifica e la solidarietà tra le popolazioni europee”. continua»
18.06.08 Un fisco a misura di famiglia Il Movimento per la vita rinnova l’impegno nella petizione lanciata dal Forum (070511) Il Movimento per la vita ha confermato la propria convinta e ferma adesione alla petizione su “un fisco a misura di famiglia” lanciata dal Forum delle associazioni familiari. Nella considerazione che vita e famiglia costituiscono un patrimonio antropologico comune ed inscindibile, il Movimento si augura di poter condividere con le altre associazioni familiari l’impegno per le molte iniziative che caratterizzeranno il prossimo anno, trentesimo della legge 194 e sessantesimo della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Per dare corpo all’adesione alla petizione popolare le Federazioni regionali del Movimento prenderanno contatto con i corrispondenti livelli del Forum per coordinare e rendere operativa la raccolta di firme. continua»
18.06.08 Legge 194. Trent'anni e li dimostra tutti Il dialogo è possibile ma alcune modifiche sono irrinunciabili (070513) A conclusione del XXVII convegno nazionale dei Centri di aiuto alla vita (Roma 23-25 novembre 2007), gli oltre seicento partecipanti hanno fissato i punti che potrebbero costituire la base per aprire un dialogo sulla legge.   Senza cambiare il giudizio integralmente negativo sulla 194, ma nonostante questo e nel prioritario interesse di offrire una maggior tutela del diritto alla vita a tutti gli italiani, nati o non nati, siamo disposti a lavorare insieme alle forze politiche ed alle istituzioni per individuare alcuni aspetti che rendano questa legge meno ingiusta». Perché il dibattito sulla legge sia sincero e proficuo, vengono indicate alcune modifche alla normativa: - Art. 1: La Repubblica non si limita a “tutelare la vita umana fin dal suo inizio”, ma “tutela il diritto alla vita fin dal concepimento”. - Art. 4: Sono escluse le   cause economico-sociali. - Art. 5: La causa per cui l’aborto viene richiesto viene verbalizzata. Si dà atto a verbale anche delle offerte di alternative e del loro risultato. La funzione consultoriale è svolta esclusivamente in funzione dell’aiuto alla nascita. I consultori non hanno mai il compito di autorizzare l’aborto. - Art. 6 e 7: Nell’aborto terapeutico la malattia della madre e l’anomalia del figlio è certificata sempre da un collegio di specialisti. Se l’aborto avviene per anomalia del figlio, è sempre effettuato il riscontro diagnostico sul feto. I dati sono riferiti alle Regioni e da queste al Ministro della Salute, che ne fa oggetto di valutazione e ne riferisce al Parlamento. - Art. 9: L’obiezione di coscienza ha effetto immediato e riguarda anche gli addetti alle farmacie. - Art. 16: La relazione ministeriale indica anche i dati relativi agli aborti evitati mediante l’intervento pubblico e riferisce anche sui risultati ottenuti dal volontariato. continua»
18.06.08 Sindrome post aborto. Presentato un nuovo servizio alla donna Lavorerà a stretto contatto con i Centri di aiuto alla vita e con SosVita (070514) Nel corso del XXVII convegno dei Centri di aiuto alla vita, è stato dato l’annuncio della creazione di un nuovo servizio del Movimento per la vita rivolto alle moltissime donne colpite dalla sindrome post aborto. «Il servizio» spiega Lucio Romano, vicepresidente del Movimento per la vita «si prefigge, almeno nella prima fase un duplice obbiettivo: da un lato incentivare la ricerca su questa sindrome finora quasi sconosciuta agli ambienti medici italiani ma all’estero da tempo approfonditamente studiata, dall’altro formare e sostenere gli operatori dei Centri di aiuto alla vita che quotidianamente incontrano donne cadute in depressione a seguito di un aborto anche remoto». «Il nuovo servizio lavorerà a supporto ed in stretta collaborazione con i trecento Cav sparsi in tutta Italia e con SosVita, la linea verde (800-813000) che da dieci anni raccoglie i problemi e le sofferenze di migliaia di donne alle prese con una gravidanza indesiderata o con un aborto pregresso. Ma non è escluso che in una seconda fase si possa aprire un centro di risposta diretta alle donne» continua»
18.06.08 Moratoria sugli embrioni. Adesioni a quota diecimila C’è tempo fino al 31 dicembre per sottoscrivere (070503) Sono già oltre diecimila le adesioni alla proposta di moratoria europea sulla distruzione di embrioni umani lanciata da Avvenire in cui sostanzialmente si chiede di tener conto delle più recenti scoperte sulle staminali, registrate in Giappone e negli Stati Uniti. E, in particolare, quelle relative alla possibilità di ringiovanire le cellule adulte allo stato di pluripotenza, consentendo così alla ricerca di evitare la distruzione di embrioni umani. La raccolta, a cui ha dato la propria adesione anche il Movimento per la vita, proseguirà fino al 31 dicembre. continua»
18.06.08 Ru486. Sono diventate 16 le vittime accertate Si moltiplicano gli appelli all’Aifa per non registrare in Italia la pillola abortiva (070504) Ancora una vittima accertata della Ru486. Una diciottenne americana è infatti la sedicesima donna ad aver perso la vita a seguito dell’uso della contestata pillola. Eppure l’iter per l’ingresso sul mercato italiano della pillola prosegue senza alcuna interruzione. Nel silenzio mediatico quasi totale la Ru 486 ha dimostrato di mettere a rischio la vita delle donne dieci volte in più delle altre tecniche, oltre a promuovere l’aborto casalingo fai-da-te e demolire la legge 194, come già accaduto in Francia. Si moltiplicano di conseguenza   gli appelli all’Agenzia per il Farmaco, cui spetta l’ultima parola sulla registrazione della pillola nel nostro Paese, perchè tenga conto di quanto accaduto e non si faccia travolgere da chi vuole speculare sulla salute della donna. continua»
18.06.08 Ru486. La pillola è dieci volte più rischiosa dell'aborto chirurgico Presentato uno studio della Società medico-scientifica “Promed Galileo” (0705154) Il 6 Dicembre a Roma, presso la Camera dei Deputati, è stato presentato uno studio scientifico in cui si denunciano tutti i limiti sull’efficacia, la tollerabilità ed i rischi della pillola abortiva Ru486. La Società medico-scientifica Promed Galileo ha elaborato il documento, utilizzando strategie di ricerca orientate alla sensibilità è stata effettuata la ricerca delle fonti sulle banche dati, oltre alla letteratura "grigia" ed il web. I ricercatori hanno condotto lo studio affermando che “Il documento intende rappresentare una fonte indipendente di informazioni per le Autorità regolatorie e le istituzioni oltre che per i cittadini poiché la percezione generale della problematica non è stata sufficientemente basata su una corretta valutazione delle evidenze”. Le conclusioni dell’indagine non lasciano spazio a dubbi: il profilo di sicurezza dell’interruzione di gravidanza con mifepristone/misoprostol è inferiore rispetto a quella con aborto chirurgico, a parità di età gestazionale. Il rischio assoluto è basso per entrambe le metodiche, ma il rischio relativo dell’aborto farmacologico è di almeno 10 a 1. continua»
18.06.08 Spagna 1. Imperversa l'aborto clandestino Decine di medici arrestati, cliniche chiuse per aborti oltre le 30 settimane (070505) A seguito di perquisizioni e fermi svolte nei giorni scorsi da parte della polizia, emerge lo sconcertante quadro che vede coinvolti alcuni medici delle cliniche di Barcellona, accusati di aver compiuto aborti a feti di sette ed otto mesi. Il dott Carlos Morin, responsabile delle cliniche fermato insieme ad altre cinque persone, avrebbe accettato di compiere aborti di 30 settimane con un’iniezione di una sostanza tossica al feto, al costo di 4.000 euro. I sei fermi hanno portato a tre arresti nelle scorse settimane. Ma le indagini si sono allargate e sono finiti nella rete anche psichiatri e psicologi che avrebbero firmato certificati per consentire l’interruzione della gravidanza senza aver visitato le pazienti. Due cliniche a Madrid coinvolte nello stesso scandalo e collegate all’organizzazione del dottor Morin, sono state chiuse. continua»
18.06.08 Spagna 2. Zapatero mette il freno ad aborto ed eutanasia I due temi sono “troppo delicati” per entrare nei programmi elettorali dei socialisti (070506) Tanto la riforma della legislazione sull’aborto quanto i dibattiti sull’eutanasia restano fuori dal nuovo programma elettorale del Partito socialista di Zapatero. Le questioni di bioetica sono considerate terreno troppo delicato da affrontare, e, nonostante fossero stati inseriti nel programma elettorale del 2004, sarebbero esclusi dal programma per le elezioni del 9 marzo 2008 in cui il governo socialista di Zapatero cercherà la conferma per un secondo mandato. Il governo spagnolo non ha intenzione di modificare l’attuale legge sull’aborto liberalizzandolo completamente nei primi mesi di gravidanza. Lo ha detto il ministro della sanità Bernat Soria spiegando che la questione ’non è nell’agenda politica’. Le parole di Soria fanno seguito al ’no’ dei socialisti ad una mozione presentata in parlamento dall’estrema sinistra per liberalizzare l’aborto nei primi tre mesi. In precedenza il premier aveva riaperto il dibattito sull’aborto promuovendo ’una riflessione’ nel partito socialista su tale tema. continua»
18.06.08 Portogallo. Medici in rivolta per difendere i principi etici L’associazione di categoria risponde picche all’ultimatum del ministro (070507) L’Associazione nazionale dei medici in Portogallo con il suo leader Pedro Nunes, ha bocciato l’ultimatum impostogli dal governo di Lisbona in merito al cambiamento dello statuto dell’associazione che prevede “il rispetto della vita fin dal suo inizio”. Il socialista Antonio Correia de Campos, ministro della Salute, aveva imposto all’associazione di rivedere lo statuto in seguito alla legalizzazione dell’aborto. Nunes, che è portavoce di 35mila medici, ha risposto che “avere principi etici è ciò che differenzia gli esseri razionali da un gregge di pecore, il codice può essere cambiato solo dai medici e non dal ministro”. continua»
18.06.08 Croazia. Crollano in quindici anni aborti, divorzi e suicidi Con la fine del regime comunista le Ivg si sono ridotte dell’88,5% (070508) Seppure la legge sulle interruzioni volontarie di gravidanza sia la stessa, dal crollo del comunismo al 2005 gli aborti in Croazia sono diminuiti dell’88,5%. Marijo Zivkovic, del Centro per la famiglia di Zagabria ha spiegato che questo risultato “è tutto frutto del lavoro di educazione e formazione al Vangelo della vita promosso dalla Chiesa e dalle associazioni cattoliche”. Nel 1989, ultimo anno del regime comunista in Croazia, si sono avuti 40mila aborti, mentre nel 2005 gli aborti sono stati 4600. Zivkovic ha comparato i dati di due città industriali con popolazioni simili, come Rijeka (330.000 abitanti) e Split (470.000 abitanti), ed ha fatto notare che in quest’ultima si sono registrati un calo nel numero degli aborti, dei divorzi e dei suicidi, una riduzione dell’uso di contraccettivi e una percentuale quasi doppia di famiglie con almeno tre bambini. In totale controtendenza rispetto ai dati demografici europei, la Croazia dal 1995 ha visto un incremento dell’11% nel numero di giovani sotto i 14 anni; ha sempre più famiglie che mettono al mondo almeno tre figli; ha un basso tasso di divorzi; un bassissimo livello di persone infette dall’Aids; e un numero ancor più basso di persone che usano il condom. Secondo il Presidente del Centro per la famiglia croato, gran parte di questo cambiamento culturale è dovuto al lavoro fatto dai cattolici negli anni Settanta e Ottanta, ma soprattutto dopo la caduta del comunismo. Per dare una idea di come la cultura della vita stia prevalendo in Croazia basta guardare la moneta di 25 Kuna (l'equivalente di tre euro) che nel conio del 2000 ha una parte con l’immagine di un bambino in gestazione con tanto di cordone ombelicale. continua»
18.06.08 Uruguay. Il presidente Vasquez promette il veto alla legge sull'aborto La nuova normativa è stata già approvata dal Senato (070509) Il presidente uruguayano ha ribadito la sua contrarietà al progetto di legalizzazione dell’aborto passato dal Senato con 18 voti a favore e 13 contrari. Il presidente ha affermato “La legge sulla Salute sessuale e riproduttiva ha elementi molto positivi che vanno salvaguardati. Tuttavia ce ne sono altri che non condivido dal punto di vista filosofico e biologico e sui quali sarà quindi posto il veto.” continua»
18.06.08 Repubblica Dominicana. Grande mobilitazione per la vita Vescovi, associazioni e semplici fedeli hanno invaso le vie di San Pedro (070510) A San Pedro de Macorís, una delle principali città dell’isola, venerdì 30 novembre migliaia di persone hanno partecipato alla marcia a favore della vita e contro la cultura della morte, organizzata dalla Chiesa Cattolica e sostenuta da diverse organizzazioni cristiane. Il corteo ha preso avvio dalla Cattedrale di San Pietro Apostolo per giungere fino al cimitero municipale di Santa Fe, dove è stata inaugurata una nicchia in memoria dei non nati. Mons. Franciso Ozoria, vescovo della diocesi, ha presieduto la manifestazione, alla quale hanno partecipato rappresentanti ecclesiastici e delle diverse istituzioni locali. In occasione della marcia è stato presentato il documento elaborato dalla Pastorale familiare della diocesi intitolato "Rispetta, difendi, servi ed ama la vita". Il documento esprime il convincimento che la soluzione ai problemi fondamentali della nazione non sia promuovere la cultura della morte, riflettendo sul carattere criminale ed immorale dell'aborto, e sui seri turbamenti psicologici personali, familiari e sociali che genera. "I buoni e retti legislatori - si legge nel documento - sono quelli che riconoscono che non hanno un potere assoluto in questa materia e che devono procurare solo, sempre ed in tutto, la difesa responsabile dei valori permanenti che derivano dalla legge naturale, rispecchiata nella coscienza e nel cuore degli uomini, dalla Legge di Dio. Anzi, sono quelli disposti a resistere con fermezza, onore e lealtà alle grandi pressioni che provengono da correnti esterne disumanizzanti, da istituzioni internazionali che premono e pretendono di giustificare la cultura della morte". continua»
18.06.08 Sommario Sialla vita In distribuzione il numero di dicembre del mensile del Movimento per la vita Convegno Cav: Trentanni di 194? E' ora di cambiare - Sulla riforma della legge il dialogo possibile - La legge ha fatto tante vittime più una: la cultura.   Giornata per la vita: La speranza è nell'uomo.   Diritti dell'uomo: Amnesty continua a perdere pezzi.   Presidenziali Usa: Decideranno vita e famiglia.   Family day: Il ritorno del popolo della famiglia.   Cellule staminali: Ricerca ed etica ora vanno a braccetto.   Vita in Movimento: Samuele, la speranza.   Anoressia e bulemia: Me la prendo col mio corpo.   Cantiamo la vita: La vita vola sulle sette note - Alexia: mia figlia mi ha cambiato - Magris, amico dei viventi.     continua»
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Direttore responsabile: Daniele Nardi
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