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ELUANA, UNA DI NOI
 
 
 

Il risveglio delle istituzioni

Il ministero del Welfare, Sacconi, ha affermato che la sospensione di alimentazione ed idratazione in pazienti in stato vegetativo nelle strutture del Sistema sanitario nazionale è “illegale”. Un atto di indirizzo “generale” al fine di “rendere omogenee le pratiche in campo sanitario con riferimento a profili essenziali come nutrizione e alimentazione nei confronti delle persone in stato vegetativo persistente”, ha precisato Sacconi illustrando l’atto.

L’iniziativa del ministro ha bloccato il viaggio di Eluana in ambulanza verso la casa di cura Città di Udine, che doveva avvenire questa notte. La conferma è venuta direttamente dalla clinica friulana dove la donna avrebbe dovuto essere ricoverata.

La casa di cura ha definito ’intimidazioni’ le iniziative del ministro Maurizio Sacconi, confermando la propria disponibilita’ ad accogliere Eluana a condizione, pero’, che ’la Regione Friuli Venezia Giulia si prenda la responsabilita’ di condividere questo percorso di pietas’.

I radicali e l'Aduc hanno addirittura annunciato una denuncia contro il ministro in cui si ipotizza il reato
di violenza privata aggravata nei confronti dei sanitari della Casa di Cura Citta’ di Udine.

Il Movimento per la vita che aveva già espresso apprezzamento per il provvedimento emesso dal ministro Sacconi assicurando anche tutta solidarietà e l’appoggio, ha anche definito "fantasiose" le denunce contro di lui per reati assolutamente inesistenti. Il valore massimo della Costituzione è la vita umana, il compito del governo è quello di fare in modo che le istituzioni ad esso collegate in vario modo rispettino questo valore. In eventuali giudizi interverremo come portatori di un interesse diffuso.
Il ministro Sacconi ha agito nell’evidente intenzione di difendere un interesse generale quale quello alla vita ed alla salute, mentre non si capisce quale interesse pubblico giustifichi l’azione contro di lui.
E non si capisce neppure secondo quale logica i radicali e l’Aduc non abbiano sporto la stessa denuncia nei confronti degli amministratori di altre regioni che avevano già adottato in precedenza lo stesso provvedimento ora deciso dal ministro.
D'altronde la Cassazione non ha imposto a nessuna struttura sanitaria di operare affinché sia provocata la morte di Eluana, sicché non esiste un obbligo di farlo per lo Stato né per le strutture verso le quali il ministro può emanare provvedimenti di indirizzo.