eluana  
ELUANA, UNA DI NOI
 
 
parliamone insieme

Volete dire la vostra sulla vicenda di Eluana, sulle sentenze che l'hanno riaperta, sul dibattito legislativo in materia di fine vita?

scriveteci

13feb2009 - Beppino Englaro ha sempre sostenuto di non aver risolto la questione "all'italiana" perchè questa battaglia doveva difendere tutte le Eluane.
Ieri, prima dei funerali della figlia, ha rilasciato un'aòtra intervista dove affermava che, se passerà la legge in questione, si ritorna dallo stato di diritto allo stato etico ed il popolo non dovrà permetterlo: dovrà fare una rivoluzione.
Il sacrificio di Eluana rischia non solo di essere vano ma di peggiorare la situazione del nostro Paese e quell'uomo è ancora pericoloso.
Al momento non ho per lui parole di perdono, che egli stesso, tra l'altro non vuole: è un uomo di ghiaccio e potrebbe un giorno, non molto lontano, decidere di entrare in politica, iscrivendosi al PD o al Partito Radicale per fare ancora chissà cosa: non gli basta il male fatto alla figlia e a tutti noi che abbiamo assistito a tale tortura.
Cosa augurarsi?
Rita Madonna
ritamadonna@email.it

11feb2009 - CI UNIAMO NELLA PREGHIERA DI MILIONI DI ITALIANI CHE HANNO PIANTO LA MORTE IN DISPERATA SOLITUDINE DELLA NOSTRA SORELLA ELUANA.
CHE L’ ITALIA MAI POSSA PIU’ ASSISTERE A DRAMMI COSI’ PREVICACEMENTE PERSEGUITI, PUBBLICAMENTE RIVENDICATI FREDDAMENTE ESEGUITI E CINICAMENTE “PROTOCOLLATI”. UN VERO OMICIDIO “LEGALMENTE ASSISTITO”

S
cienza&vita Pisa e Livorno
scienzaevita.pi.li@gmail.com

10feb2009 - Una dolorosa sensazione di vuoto ha accomunato tutti.
Non possiamo tacere che è stata la conclusione voluta di scelte che noi non condividiamo e che sono state rese "legali" da una giustizia che ci appare profondamente ingiusta, nel momento in cui ha autorizzato a togliere cibo ed acqua ad una disabile grave.
In questo momento sentiamo di dover ringraziare le suore di Lecco per la testimonianza che hanno offerto al paese: essa indica una strada e noi speriamo che il parlamento con la legge sul fine vita che si appresta a varare offra sostegni che aiutino a  percorrerla senza anticipare forzatamente la conclusione della vita stessa.
Vogliamo dare atto all'assessore Kosic di essersi personalmente impegnato con discrezione e con costanza per impedire che Eluana fosse indotta a morire, e proprio nella nostra regione, sua terra d'origine.  
E' stata questa anche l'occasione di conoscere  tante persone di grande livello che si sono impegnate per difendere valori che noi abbiamo sempre cercato di affermare: pensiamo ai membri del coordinamento "per Eluana e per tutti noi" ed in particolare al prof. Gian Luigi Gigli.
Ora dobbiamo tutti operare in modo che Eluana non sia morta invano: chi ha il dovere di farlo fissi delle regole che traccino in maniera non equivoca il confine fra accanimento terapeutico ed eutanasia, mentre compete a tutti il dovere di acquisire conoscenze culturalmente fondate.
E' urgente che tutti gli uomini di buona volontà, senza pregiudizi, contribuiscano a far sì che nel futuro il nostro paese continui a mantenere quello spirito solidaristico che l'ha contraddistinto nei momenti più difficili della sua storia.
Federvita Frilu V.G.
federvitafriuliveneziagiulia@mpv.org

10feb2009 - Se mi accorgo che nel mio giardino c’è un fiore appassito che sta morendo di sete, subito metto un po’ d’acqua; quello si riprende e io torno ad essere felice. Nella mia mente posso pensare che quel fiore è parte di un creato voluto da Dio creatore, oppure frutto del caso (come pensano i laici). Laici, per la pena che avete per quel fiore, fate qualche cosa per farlo vivere, non morire! Per voi, veder morire Eluana e che il suo cuore cessasse di battere è un “diritto laico”: no, statene certi, è pura perversione del cuore!, il diritto laico lasciatelo a parte che non c’entra! Se Eluana è morta per arresto cardiaco significa che aveva un cuore che batteva, quindi era viva. Le chiacchiere stanno in poco posto. Che faranno scrivere dietro ai ricordini? “E’ mancata all’affetto dei suoi cari?” Politici dei cavolo! Volete salvare l’economia e non vi importa di salvare la vita dei più deboli!
Susanna Rolli
Predappio (FC)

10feb2009 - All’indomani di quello che è senza dubbio definibile come l’omicidio di Eluana Englaro, i movimenti per la vita dell’Umbria si interrogano su quale sarà il prossimo passo della società nei confronti dei soggetti svantaggiati.
“Sospendere l’alimentazione a un disabile è un atto gravissimo – afferma il presidente del movimento per la vita di Perugia, Vincenzo Silvestrelli – a maggior ragione quando questi non è cosciente. E attorno a noi, nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle case di accoglienza per anziani, quante ‘Eluane’ ci sono? Il diritto è nato per tutelare le persone: la difesa del debole è la radice profonda di ogni sistema giuridico rettamente orientato. Quando un ordinamento arriva a permettere l’omicidio di un disabile possiamo dire con i romani ‘summum ius, summa iniuria’. A questo esito hanno contribuito giudici e avvocati che hanno dimenticato il fine del diritto in ossequio al tecnicismo giuridico, al servizio di chi da anni serve la cultura della morte”.
L’atto compiuto nei giorni scorsi presso la clinica “La Quiete” di Udine segna un pericolosissimo precedente non tanto nei confronti del tema dell’eutanasia (bel lontano dalla questione che ha interessato il caso Enlgaro, in cui non si è mai avuto un accanimento terapeutico), ma mette in pericolo i diritti fondamentali della persona.
“Il clima di sfiducia e di paura che si va diffondendo nel Paese” – continua ancora Silvestrelli – è figlio della cultura di morte che per anni si è seminata: disprezzo della vita, disprezzo della diversità, emarginazione della disabilità: radici di odio e violenza, specie tra i giovani”. Non sono forse una coincidenza i numerosi e terribili casi di violenza sulle donne che si stanno reiterando in queste settimane. “I cittadini sono esasperati da questo clima mortifero, forse per la prima volta anche persone di pensiero differente sono animate da comuni intenti per dare una svolta culturale in questo Paese. Auspichiamo che anche la Regione Umbria, da sempre sensibile ai temi dell’assistenza nei confornti dei soggetti svantaggiati, proponga azioni sempre più decise in favore della vita” conclude il Presidente del MpV Perugia.
Mpv Umbria

10feb2009 - Eluana Englaro è morta da sola. Il dolore per la sua morte è reso ancora più acuto dalle circostanze in cui è avvenuta. Privata non soltanto di acqua e cibo, ma del conforto dell’accompagnamento che a ogni morente è dovuto, Eluana ha cessato di vivere vittima di molte e colpevoli decisioni e azioni umane. La coscienza morale non tace e ognuno può, da solo, valutare le proprie responsabilità, personali e pubbliche, in questa vicenda che ha trasformato alla radice il senso stesso dell’assistenza socio-sanitaria e della vita civile.
Lo spazio pubblico della convivenza tra diverse concezioni dell’esistenza non può essere in balia di compromessi e patteggiamenti che sostituiscano il diritto alla vita con un inesistente diritto alla morte, deciso per sentenze. Il nostro contributo di riflessione continua e si conferma nella memoria di Eluana.
Adriano Pessina
Centro di Bioetica, Università Cattolica

10feb2009 - Eluana non è più fra noi. Il culto idolatrico di una “carta” male interpretata ha spento una vita. Le nazioni fondate sul sangue degli innocenti (aborti, predazione di organi ai morenti, soppressione di disabili) sono destinate a perire. I responsabili, tutti, a qualsiasi livello, anche se prosciolti dalle leggi statuali, saranno chiamati a risponderne davanti al Tribunale inappellabile della coscienza. Per ragioni di giustizia si impone ora l necessità di una autopsia, affidata a persone competenti e al di sopra di ogni sospetto.
Carlo Barbieri
Famiglia e Civiltà

10feb2009 - Lo sfruttamento politico che qualcuno sta facendo (e, purtroppo, farà a lungo) di questa tristissima e personalissima vicenda è vergogna allo stato puro.
Paolo Coletto
P.Coletto@toroassicurazioni.it

10feb2009 - Ci sono riusciti! Hanno ucciso Eluana! Perché è morta così presto, contro ogni previsione? Che il suo sacrificio non sia stato vano! L'Italia si rivolti contro i fautori di morte e riesca a dire un NO chiaro all'eutanasia. Oggi ci riscopriamo ancora più barbari. VERGOGNA! L'eterno riposo, donale o Signore e splenda a lei la luce perpetua, riposi in pace. Amen.
MPV MISTRETTA
vivalavita@davide.it

10feb2009 - è vero, la nostra società non ha saputo fermare il percorso burocratico che ha portato Eluana alla morte, ma non è giusto che ora ci si aggredisca a vicenda fra chi sostiene il diritto alla vita e chi è favorevole all'eutanasia. Penoso il comportamento dei nostri Senatori che si sono abbandonati agli insulti e a tentativi di rissa. Poco comprensibile anche l'atteggiamento della Chiesa quando minaccia scomuniche a chi non voterà in favore del decreto. E' con le scomuniche e con le minacce che la Chiesa parla all'uomo di oggi? Non sarà forse meglio aprire un dibattito pacifico e democratico in cui ciascuno sostiene la propria posizione cercando di capire l'altro prima di giudicarlo? Povera Eluana, la tua morte meritava il silenzio, non gli insulti, non le risse, non le scomuniche. E col silenzio può nascere qualcosa dalle coscienze che migliori il mondo e che non lasci altre Eluane in balia delle ideologie.
Simone Peverada
simone.peverada@alice.it

10feb2009 - Oggi ci ha salutato Eluana. E’ stata protagonista di una scena che forse non le spettava, perché carica solo di un destino sfortunato e diverso da quello che avrebbe voluto. Vittima di un evento e di un fato che ha cambiato la sua Vita. Vittima di uno scarso riconoscimento della Vita. Vittima per essere stata usata come mezzo per aprire un dibattito di coscienze e di ideologie, senza poter dire la sua VERA idea. Vittima anche di una politica “in ritardo” che, ha cercato di salvarsi in quei pochi giorni rimasti, ma che l’ha dimenticato per mesi … Vittima di un gioco di firme e di poteri. Vittima di una morte di sete e di fame. Facciamo in modo che sia al centro delle nostre preghiere e della nostra compassione. E che non succeda mai più!
Cav Legnago
roberto.veronese@cavlegnago.it

10feb2009 - Carissima sorella, nessuno mai ti leggerà questo scritto, forse solo il tuo angelo custode potrà sussurartelo e sono certo che capirai. Volevo parlarti, ora che ti hanno portato in un letto nuovo e nuove persone ti seguono. Mai più l’amore di prima e sono certo che già lo senti e già lo stai respirando. Ascoltami cara Eluana, ti devo parlare: -“dal tuo letto osserva sempre il davanzale della tua finestra, sono sicuro che un giorno all’improvviso vedrai un pettirosso bussare a quei vetri. Stai bene attenta, lo vedrai volare, librarsi nel cielo e mai si stancherà di tenerti compagnia. Guardalo bene, porterà nel becco una piccola briciola di pane, lui ha sentito l’amore gemere, lui ha sentito il grido del morente, del condannato.
E tu, lì inchiodata su quella croce, ma pur libera nelle sensazioni, nulla puoi dire. A Cristo hanno dato da bere con una spugna imbevuta di aceto e fiele, ma lui non ne volle bere. Voleva essere presente ed espiare per il peccato del mondo. A te daranno una flebo con sedativi. Dicono che male non sentirai. Certo è crudele, te in croce e loro sotto a raccontare bugie al mondo. Certo, i potenti sono potenti. Anche quando hanno crocifisso il Cristo erano presenti e ricordo avevano venduto il loro cuore e la loro coscienza per pochi denari. E tu dirai:-“avevo fame e non mi avete dato da mangiare, avevo sete e non mi avete dato da bere”. Passeranno i giorni ma il pettirosso sarà sempre lì. Cercheranno di scacciarlo perché anche solo una briciola di pane può essere una pietra d’inciampo.
Ora ricordo…forse è sempre lo stesso pettirosso, raccontato nei vangeli apocrifi, che traboccante di amore per il Condannato tolse dalla corona di spine un aculeo per sollevare Gesù dal dolore, ed è per questo che si macchiò il petto. Ed ora è ritornato portando nel becco una briciola di pane a te, cara Eluana. E’ mai possibile? Il Cristo si è fatto pane e ora vuol condividere con te la stessa sentenza a morte:…la legge va rispettata! Consolati bimba mia quando vedrai dagli occhi di quel pettirosso sgorgare una lacrima, è tutto amore. Lui vuole dartela per dissetarti. Te la dona al posto di questa umanità che ha scordato la parola “tenerezza”. E sono sicuro che un giorno la tua foto sarà su di una lapide di marmo bianca e ci sarà sempre anche un fiore fresco portato da quel pettirosso. E’ un fiore raccolto in paradiso e avrà il profumo di Dio.
Ciao cara Eluana. Quando siederai alla destra di Dio vedrai quanti cuori ti erano vicini ma impotenti. …la legge va rispettata! Ad un tratto il pettirosso depone vicino al fiore bianco un foglietto con scritto: “La potenza degli uomini e’ diventata impotente e la tua impotenza è diventata potenza. Potenza di Dio. Un bacio da tutti noi.
Andrea Marzari
buse@tiscali.it

10feb2009 - UN'UNICA PRIORITA': PREGARE PER L'ETERNO RIPOSO DI ELUANA E PERCHE' LA DIVINA MISERICORDIA APRA IL CUORE DEI GENITORI ENGLARO ALLA CONVERSIONE E ALLA SPERANZA. POI UN DOVERE CIVICO URGENTE: CONTRIBUIRE ALL'IMPEACHMENT DI UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CHE PRIMA NON HA FERMATO LE SENTENZE ILLEGALI E INCOSTITUZIONALI DI UNA MAGISTRATURA DI CUI LUI E' IL VERTICE IN QUANTO PRESIDENTE DEL CSM E POI HA NEGATO LA FIRMA A UN DECRETO SALVA VITA LEGITTIMAMENTE EMESSO DAL GOVERNO ELETTO DAL POPOLO, PERFETTAMENTE COSTITUZIONALE.
Matteo Maria Martinoli
matteo.martinoli@libero.it

10feb2009 - Ho appreso la notizia della sua morte. Una sconfitta per tutti: per tutti quelli che la volevano salvare ( a proposito dove eravate qualche mese fa ?) e per tutti quelli che invece invocavano a gran voce il rispetto delle volontà del papà e della sentenza della magistratura ( a proposito dove eravate qualche mese fa ?) e sopratutto una sconfitta di un parlamento inetto ed incapace (come sempre). Io non so se sia stato giusto salvarla o meno ma so una cosa che non siamo stati capaci di assumerci in tempo la responsabilità di decidere nel bene e nel male della sua sorte e della sorte di altre/i come lei. Un pensiero va al papà Peppino: che egli non possa vivere con questo rimorso di aver soppresso la vita di sua figlia e che non venga mai a sapere che la figlia gridava (senza che nessuno la potesse ascoltare)......papà perchè mi fai questo!!!!!!!!! Addio Eluana. caruant@yahoo.it Eluana ha finito di soffrire: questo è il momento del silenzio e del raccoglimento. Chi alza la voce adesso è il peggiore dei delinquenti.
Giampaolo Corti
g
iampaolo.corti@unifi.it

10feb2009 - NON “INFOIBATE” ANCHE ELUANA. L’ACCANIMENTO SU ELUANA ENGLARO NON E’ CERTO DI TIPO TERAPEUTICO ,MA DI VOLONTA’ DI MORTE. SE SI DOVESSE LIQUIDARE COSI’ OGNI PERSONA CHE, IN UN MOMENTO DI SCONFORTO, AFFERMI: “VOGLIO FARLA FINITA !” (Ammesso che Eluana, in età immatura, l’abbia espresso) CHI RESTEREBBE AL MONDO? QUINDI COME PUO’, NON DICO UN PADRE, MA UN QUALSIASI ESSERE UMANO, FISSARSI CON DISUMANA CAPARBIETA’ SU QUESTA TENEBROSA E CRUDELE SCELTA? NON AVREBBE SULLA COSCIENZA, NE’ A PROPRIO CARICO IMPEGNI MINIMI,PERCHE’ UNA SCHIERA STERMINATA DI PERSONE E SUORE DISINTERESSATE (!) SE NE PRENDERAMMO QUELL’AMOREVOLE CURA, CHE RARAMENTE, MA CAPITA, E’ ASSENTE NELL’UOMO E NELL’ANIMALE
Morando Moretti
MorettiMorando@libero.it  

9feb2009 - In  questi giorni tremendi in cui si sta consumando in Italia, con una morte lenta  e atroce, la condanna a  morte di una creatura innocente e impotente con il colpevole  benestare del Presidente  della Repubblica, la nostra famiglia oltre ad un forte impegno nella  preghiera si sente in dovere, come cittadini di una Italia civile, solidale e morale, di fare  sentire la propria voce  alle alte cariche istituzionali del nostro Paese.
Fam. Bernabei
bernabei@amiata.org

9feb2009 - Perchè non promuovere l'iniziativa di accendere una candela o un lumino la sera quando le famiglie sono riunite in casa per pregare per la vita di Eluana, per pensare alla sua sofferenza, per esserle vicini, direi anche per chiedere al Signore che la prenda presto con sè, se questa è la Sua volontà la luce alla finestra di ogni famiglia sia il segno di un'Italia che non passa indifferente accanto a questo dramma e che vuol bene a Eluana e ai suoi cari comunque vadano le cose
Simone Peverada
simone.peverada@alice.it

8feb2009 - Mi unisco a voi travolta dalla mia indignazione per questa condanna a morte e a morte lenta inflitta ad una creatura che non si può difendere e già in esecuzione, affinche possiamo con qualunque mezzo fermare queste mani che io giudico assassine.
Giovanna Paola Malfatti
valentinasgroy@hotmail.com

6feb2009 - Come molti Italiani mi sono interrogato molto sulla vicenda di Eluana Englaro facendo diverse considerazioni e giungendo a questo punto fermo: In ogni caso per una decisione del genere occorrerebbe la certezza oltre ogni ragionevole dubbio delle volontà della ragazza. Premetto che mi è veramente poco sopportabile pensare che uno possa morire di sete senza
la possibilità di poter reagire perchè non può esprimere il proprio parere. Io sono solo un comune cittadino e pure, in questo caso me ne vergogno, elettore del centrosinistra (questo lo dico perchè non solo a destra si dovrebbe difendere il diritto di questa ragazza), grazie per ciò che fate e che farete.
Massimiliano Zanichelli
massimiliano.zanichelli@fis.unipr.it

6feb2009 - Presidente Napolitano faccia vivere Eluana. Eluana Englaro è viva. Da 17 anni è stata curata, accudita, amata.Ma alcuni giudici hanno deciso che lei debba morire.
Forse un giorno ha detto che non avrebbe voluto vivere come disabile.
Si vuole dare valore giuridico ad una frase riportata e non certa per introdurre un errato diritto alla morte che non è previsto dalla nostra Costituzione e dalle nostre leggi che anzi proclamano il diritto alla vita.
Eluana è stata presa, in modo furtivo, durante la notte e portata ad Udine, dove gli verrà sospesa la nutrizione e l'idratazione.
La sua sarà una agonia lunga, straziante, crudele.
Si è voluto fare di Eluana un caso, un simbolo per attaccare le fondamenta della nostra civiltà introducendo l'eutanasia.
Chiediamo di fermare questo crimine.
Se il Parlamento deve agire allora chiediamo al Presidente della Repubblica, che rappresenta tutti quindi anche Eluana e chi vuole che Eluana continui a vivere,di firmare il decreto che vieta l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione, non faccia prevalere decisioni della magistratura che si è pesantemente intromessa forzando la situazione
Luca e Paolo Tanduo
paolo.tanduo@st.com

6feb2009 - E' una vergogna che in tutto questo tempo i parlamentari non siano ancora riusciti a promulgare una legge che blocchi l'assassinio di Eluana. E che ci siano presidenti di regione che giochino a fare Dio.
La Madonna a  Medjugorje il 2 febbraio ha detto "Non perdete tempo, perchè non ne siete padroni". Possiamo ancora fare molto: possiamo PREGARE!
Coraggio, non è ancora detta l'ultima parola.
Famiglia Savio
lettera.famiglia@tiscali.it

5feb2009 - Forza ELUANA dimostragli che la tua voglia di vivere è più forte del loro desiderio di farti morire. DIO è con te.
Stefano Volpato
maggieboss@alice.it

5feb2009 - La Chiesa friulana unita allo sdegno della gente ha detto : ditelo a tutti che qui l'accoppano! Sono queste ore di preghiera e di tristezza... Eluana vive senza l'ausilio di alcun macchinario... La civiltà di una società si vede dalla sua capacità di avere cura dei più deboli... vicinanza anche alla famiglia così duramente provata... Come Gesù per la figlia di Giairo diciamo nella preghiera: datele da magiare!
don Pier emilio
scaterina@diocesi.trieste.it

4feb2009 - Credo che sia urgente e necessario prendere iniziative concrete e d'impatto: andiamo a Udine. Organizziamo cortei, fiaccolate, veglie di preghiera.. TUTTO PACIFICAMENTE E CIVILMENTE.
Andiamo in massa, ma facciamo presto, per favore! Chiedo all'associazionismo che si è mobilitato per il referendum sulla Legge 40, di ri-mobilitarsi. Non è solo una questione, sacrosanta, di principio, di presenza, di testimonianza, doverosa in quanto cittadini democratici.
(Teniamo presente che una sentenza viene emanata da Giudici, che rappresentano solo proprie personali, spesso discutibili, interpretazioni giuridiche. E teniamo invece presente che le leggi le fa il Parlamento, che viene eletto dal popolo. Qui, dei Giudici si sono sostituiti al Parlamento).
Giorgio Telò

giorgio.telo@libero.it

3feb2009 - Vorrei sottolineare alcuni aspetti:
1. Non c'è differenza tra l'incapacità di Eluana ad alimentarsi e l'incapacità di qualsiasi altro disabile (per es. un cieco sordo-muto, o altri).
2. Il dolore delle famiglie di altri genitori di disabili gravi (o meno grtavi) non è inferiore a quello vissuto dalla famiglia Englaro.
3. La magistratura non può emettere una sentenza contro le leggi dello Stato, addirittura contraria alla Costituzione.
4. Se la famiglia Englaro non vuole o non può farsi carico della figlia ricorrono gli estremi per privarli della potestà.
Evidente è inoltre che la vita non dipende dalla comodità o dalla produttività della persona.
M. Teresa Intranuovo
mteresaintra@libero.it

3 feb2009- La vicenda di Eluana Englaro richiede un intervento straordinario e immediato delle autorità istituzionali. Facciamo appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano affinché solleciti il Governo ad intervenire in via straordinaria per salvare la giovane Englaro. Perché venga interrotta immediatamente l’esecuzione della sentenza di morte stabilita dalla magistratura. Il Presidente Giorgio Napolitano, infatti, è il presidente di tutti gli Italiani, e anche di Eluana che in questo momento non può parlare. E nessuno ha più bisogno di essere difeso come chi non ha voce per poter chiedere aiuto.” Con queste parole il Presidente di Federliguria Dott. Eraldo Ciangherotti commenta la vicenda del trasferimento di Eluana Englaro presso la Clinica “La Quiete” di Udine.
“Eluana è viva, non è un malato terminale. Il sondino naso-gastrico attraverso il quale viene fornito il nutrimento alla giovane di Lecco è come il biberon. Non trasforma l’alimentazione e l’idratazione in un trattamento sanitario, ma resta l’indispensabile fonte energetica per la sopravvivenza della persona. Eluana Englaro respira da sola ha un regolare ciclo mestruale, ulteriore elemento che conferma la sua vitalità. Essendo infatti potenzialmente in grado di generare, non è un vegetale. Eluana Englaro possiede una conservata ed autonoma capacità di deglutizione come ha riferito il Professore Giovanni Dolci, che l’ha personalmente visitata. Capacità che assimila Eluana a tutti i pazienti che non sono in grado di provvedere all’alimentazione e che pertanto vengono imboccati.
Eraldo Ciangherotti
Federvita Liguria

3feb2009 - Non è che ho tanto da dire, solo che sento un dolore vero per quanto sta succedendo. Ho visto il vostro appello al governo per un decreto legge, che sostengo in pieno.
Andrea Pederiva
andrea.pederiva@libero.it

27gen2009 - Al presidente Bresso e a tutti coloro che con atti o parole si rendono corresponsabili nella volontà di terminare l'alimentazione -ossia uccidere- Eluana Englaro.
Non uccidere, è un imperativo che vale per tutti, non si può voler collaborare con l'omicidio di una persona innocente. Lo sappiamo, Eluana verrebbe sacrificata per ottenere l'eutanasia di molti altri innocenti.
Non è forse vero che tenere il sacco ad un ladro è come rubare? Non è quindi vero che ospitare un omicidio è come commetterlo?
Invito (per chi già non lo ha fatto) a sostenere l'appello SALVIAMO ELUANA
Giovanni Ceroni
giovanni.ceroni@gmail.com

26gen2009 - Welby e Coscioni volevano introdurre l'eutanasia in Italia; Eluana e la sua famiglia no! Il padre di Eluana ha trovato un senso unico sia al proprio dolore sia alla propria vita: chiedere la soppressione della vita gravissimamente disabilitata a quasi ogni tipo di relazione e di comunicazione, che Eluana da 17 anni conduce! Maledetto il giorno in cui un padre realizzasse quel che nè Abramo nè Agamennone, pur avendo deciso di fare, portarono a termine all'altare del loro Dio! Ognuno chieda a Dio o alla propria coscienza cosa si può lecitamente fare perchè Eluana come Ifigenia e Isacco sia lasciata vivere e morire tra le cure amorevoli di suor Rosangela nonostante la volontà sacrificale dei propri pur degnissimi padri.
Matteo Maria Martinoli
matteo.martinoli@libero.it

23gen2009 - Vi prego di scrivere alla regione Piemonte per impedire che venga lasciata morire di fame e di sete Eluana: donna gravemente disabile ma che non è "attaccata" a nessuna macchina, come vogliono far credere, e che riesce anche a deglutire da sola. Non vogliamo che la disperazione dei genitori venga arginata con la soppressione della figlia, ma chiediamo che lo Stato sostenga le famiglie che vivono le difficoltà legate alla presenza di un figlio disabile attraverso una politica di solidarietà! Non scegliamo sempre la strada più sbrigativa per risolvere i problemi! In allegato troverete una lettera che mi è stata inviata da Maria, una signora che si impegna per la vita, con le e-mail della regione Piemonte, vi chiedo due minuti per scrivere due righe che sensibilizzino coloro che dovranno decidere sulla vita di Eluana.
Silvia Saiu
silviasaiu@virgilio.it

21gen2009 - Non è assolutamente certo che Luana non percepisca! e se lei sentisse le voci, e intendesse, ma senza poter esprimere in nessunissima forma che percepisce, che sta percependo! non potendo comunicativamente "dire la sua"!?
Nessun scienziato può sapere in misura assoluta e quindi certa. Può solo affermare delle probabiltà più o meno alte o basse di percentuale; pertanto può solo dedurre, indurre, ipotizzare, constatare parzialmente, insostanza solamente supporre,  in base alla sua esperienza, che non è assoluta, e quindi è limitata; insomma non può sapere tutto, anche oltre quel che si limita a sapere .
Come si può essere così "grossi", da affermare che se si percepisce e se ne esprime il percepito  come si fa noi allora si percepisce; ma che se in modo diverso dal nostro, non si ha percezione?  Siamo alla eugenetica? il folle, l' idiota, che ne facciamo, dato che percepiscono e si esprimono in forma "deforme"? gli buttiamo là un po' di brodaglia, se non proprio privarli completamente dl cibo finchè muoiano? 
Inoltre: se la si fosse lasciata morire dopo un primo periodo di supporto artificiale, vabbèh, si trattava della bella, vivace, gioiosa ragazza che improvvisamente era diventata non più bella, non più vivace, non più gioiosa, e allora non doveva stare più tra noi così malmessa. Ma dopo tanti e tanti anni questa donna è diversa da prima;  si è liberata dal dovere sociale di essere la solita bella, vivace, gioiosa e ha invece acquisito in forza del martirio il diritto di essere  un individuo nuovo, cresciuto di tanti anni in una condizione specialissima, eppertanto ha acquisito caratteristiche attuali morali, spirituali, antropologiche, istituzionali, alla luce dello JUS GENTIUM sì!!!, tutte sue proprie, tutte nuove, che quindi vanno apprezzate, e quindi riconosciute, rispettate; cioè siamo di fronte a un individuo nuovo, epperciò se la si lascia morire  a questo punto,si lascia morire sì la malata di vent' anni fa, si lascia morire la ragazza che, e perchè, non è più bella , vivace. gioiosa. Ma si uccide  la Luana di adesso, perchè si uccide questo nuovo inviduo, che, in quanto diverso da prima, nuovo, viene ucciso Al limite anche le suore di clausura, come quelle di un tempo, che si sono votate a non percepire più il mondo, la mondanità, e tacciono, e così rigorosamente, che pare che non siano più in grado di esprimere una capacità percettiva, che facciamo? le muriamo finchè morte le colga per inedia, per fame, per sete?
Onorato Fiorenzano
fanum.s@gmail.com

22gen209 - La questione di Eluana Englaro, in coma da 17 anni e che comunque vive attraverso una normale nutrizione, senza apparecchiature forzate, è una cosa grave che, oltre a riguardare questa giovane donna, riguarda tutti noi perché dal modo in cui verrà risolta, dipenderà anche la nostra futura legislazione, la vita di circa 2.000 persone nello stesso stato e la nostra stessa vita se dovessimo trovarci in casi analoghi.
Pertanto è doveroso per tutti difendere la vita sempre, non solo quella efficiente e gaudente ma anche quella ammalata e apparentemente inoperosa, senza accanimenti terapeutici da un lato ma evitando anche l’abbandono terapeutico dall’altro.
Patrizia Stella
patrizia.stella@alice.it

21dic2008 - Sembra una barzelletta, ma non lo è: il ministro Sacconi è stato denunciato dal Partito Radicale perché avrebbe impedito a Eluana di essere consegnata nelle mani dei suoi boia. Gli antefatti sono noti. Su pressione di Peppino Englaro, padre della ragazza, la Corte d’Appello di Milano sancisce che l’alimentazione e l’idratazione sono pratiche disumane. Sentenza: per non farla soffrire, la “vegetale” andrà fatta schiattare più in fretta che si può. La cassazione però, in prima istanza, blocca il verdetto, in seconda l’autorizza. Il problema a questo punto, è trovare una clinica disposta a tradire il giuramento di Ippocrate. L’attesa dura poco. La clinica “Città di Udine” dichiara di avere a disposizione un’equipe di 25 professionisti pronti ad “assisterla in modo gratuito e volontario nel distacco dell’alimentazione artificiale”. Come anzidetto, a questo punto interviene Sacconi che adombra per la “clinica del sonno eterno” in caso di applicazione della sentenza mortale, conseguenze di tipo amministrativo. La pena capitale rallenta nuovamente. Questione di tempo comunque. Prima o poi Eluana sarà assassinata. Altro che eutanasia e buona morte. Chi non ha Dio nel cuore, l’unica risposta che sa dare alle sofferenze e alle angosce esistenziali, si chiama morte. Vigliaccamente travestita da pietà umana.
Gianni Toffali  
gianni.toffali@email.it

20dic2008 - Certo comprendiamo il dolore della famiglia di Eluana che non potendo più sopportare il "peso" di quella figliola "così disabile" la considera morta; per altro non credo che ci si  possa arrogare il diritto di "giudicare", senza la dovuta carità, le azioni di quel padre, perchè in certe circostanze bisogna trovarcisi per capire...però, personalmente, non comprendo l'accanimento affinché tale omicidio sia consumato veramente!
A difendere il diritto alla vita della cara Eluana non ci sono più né i genitori, né chi il diritto invece doveva garantirlo; c'è solo la solidarieta di molte associazioni pro life, di tanta brava gente, di tante suore  e tanti onesti sacerdoti e religiosi che pregano.
Nelle battaglie  contro corrente ci si rimette sempre, ecco che a seguire l'opinione maggioritaria e populista di molta stampa si evidenziano, giornali odierni ne danno pubblicità con  foto , anche coloro che dovrebbero predicare la difesa della vita ed invece fomentano fratture  all'interno della Chiesa. Poco importa, evidentemente, a costoro della carità e della difesa dei più deboli, dei miseri, di coloro che come Eluana non possono neppure difendersi da soli. Ma se non si ritrovano nella Comunione delle Chiesa, nelle posizioni del Magistero, siano coerenti per la loro posizione personale ma soprattuto si ricordino che l'omicidio, al di là delle opinioni politiche, al di là della cultura del momento, non è mai  un bene.
Ecco perchè oggi tacere sul caso Eluano è una GRAVE OMISSIONE MORALE
Gianrenato De Gaetani
g.degaetani@gmail.com

20dic2008 - La legge deve poter dare modifica ai provvedimenti che intaccano gravemente il tesuto sociaale di una Nazione! Non può essere ufficializzata una morte annunciata. E se per caso Eluana si potesse risvegliare dal coma? E se capitasse a noi di trovarci nella sua condizione? E se ci venisse "utile" un domani utlizzare una legge così? E se il Signore Iddio fosse stanco del nostro comportamento iresèpensabile? ci ricordiamo di cosa sia l'inferno e che Dio, oltre che bontà infinita è anche giustizia infinita?
Silvia Cinelli
rogagni@tin.it

10 dic2008 - E’ un caso strano e difficile quello di Eluana Englaro. che fa ripensare al caso di Terry Schiavo. Allora come oggi si sono errori dei medici che tradiscono il Giuramento di Ippocrate quando dice che mai va somministrato alcun farmaco mortale neppure se richiesto, ed errori dei familiari che dimenticano che un malato va assistito con cura ed amore senza perdere mai la speranza.
Marco Giraldi
famiglia.giraldi@libero.it

2 dic2008 - Gent.mi presidente del Consiglio, ministri e sottosegretari,
come cittadino italiano chiedo che si provveda attraverso decreto legge per impedire che siano interrotte l'alimentazione e l'idratazione di Eluana Englaro: in caso contrario ne conseguirà la morte in seguito ad una lunga e dolorosa agonia.
Togliere la vita ad una persona innocente, solo perché gravemente malata, è una pratica disumana, inaccettabile in ogni paese che voglia potersi ancora definire civile!
Il popolo italiano attende un segnale forte in difesa del diritto alla vita, diritto inviolabile di ogni essere umano, e non intende rassegnarsi ad abbassare il capo di fronte all'esecuzione capitale di una sua connazionale.
In attesa di un Vostro intervento concreto per salvare Eluana si porgono distinti saluti.

Enrico Giuranno
enrico.giuranno@gmail.com

30 nov2008 - Desideriamo manifestare pubblicamente il nostro dissenso per la sorte che si intende riservare a Eluana Englaro, la giovane donna che, a causa di un incidente, vive da 16 anni in stato vegetativo persistente che non le permette di essere autonoma e di comunicare con gli altri. Non ci è dato di sapere se nelle sue attuali condizioni sia cosciente e fino a che punto. Eluana, però, per vivere non ha bisogno di alcuna cura, non è attaccata a nessuna macchina e non subisce alcun accanimento terapeutico. Soltanto ha bisogno di essere alimentata attraverso un sondino.
Una sentenza della Corte di Cassazione ha autorizzato, in questi giorni, la sospensione della nutrizione e dell’idratazione della giovane, condannando così Eluana a morire letteralmente per fame e per sete, passando per una terribile agonia che può protrarsi anche per due settimane. Questa sentenza, richiesta ai giudici dal padre di Eluana per un errato senso di compassione verso la figlia, porterà conseguenze imprevedibili non solo a quanti sono nelle condizioni più o meno di Eluana, ma sarà una spada di Damocle che penderà su ciascuno di noi, perché non sappiamo che cosa la vita ci riserverà domani. Auspichiamo che al più presto il governo possa varare un decreto che stabilisca i limiti del potere della magistratura e salvaguardi la dignità della vita umana. Auguriamo, intanto, a Eluana che non ci sia nessuna struttura ospedaliera disposta a eseguire la sentenza che la condurrebbe alla morte e che possa, invece, restare con le “sue suore” che l’amano, la sentono viva e chiedono di poter continuare ad accoglierla senza aggravio per alcuno.
I movimenti per la vita e i Cav della provincia di Trapani

26nov2008 - Siete vergognosi. Irrispettosi della dignità umana. Difendete solo la vostra vanità. E Dio vi punirà per ogni vostra infamia. Accanirsi contro chi soffre come nel vostro comunicato è sintomo della società malata in cui viviamo. Spero togliate immediatamente quell'insulto degno di un anima ormai persa.
Possiate gridare in eterno il vostro dolore all'inferno. Posto da cui siete venuti e a cui ritornerete se Dio è Buono e Giusto.
Vi maledicano Dio e tutti gli uomini.
Matthias
amatthias@libero.it

Carissimo Matthias, vanità, infamia, maledizioni... Sembra che ti sia rifuggiato in termini, nella migliore delle ipotesi, inappropriati. Ma sappiamo bene che riempirsi la bocca di paroloni ed improperi è più facile che sostenere delle idee.
Nel nostro comunicato (che comunicato non è, scusa la precisazione, ma anche la forma ha la sua importanza) ci limitiamo a dire che vicino ad Eluana, persona viva, nel giorno del suo compleanno ci sono solo le suore. Altri - la sua famiglia, suo padre - non ci sono, forse perché occupati a ricercare un’altra struttura sanitaria in cui trasferirla per poterla far morire di fame e di sete. C’è qualcosa di sbagliato in tutto cio’: il padre ieri era forse a Lecco? Non è forse vero che sta cercando una clinica compiacente? Siamo pronti a correggerci se qualcosa non corrispondesse a verità...

20nov2008 - Ho promosso una Petizione Popolare sul sito: http://petizioni.tiscali.it/eluana
E' possibile vedere l'andamento in tempo reale della petizione su: http://petizioni.tiscali.it/sign/list/eluana con la lista completa dei firmatari, i loro commenti sul caso ed i dati della distribuzione delle firme per località geografica, età, sesso, titolo di studio, professione. Se ritenete che l'iniziativa possa essere utile per impedire che l'umanità aggiunga anche questo alla sua già lunga serie di
Imperdonabili Errori, vi invito a diffondere con i mezzi che riterrete opportuni il link alla Petizione.
Roberto Forni
litewave@libero.it

20nov2008 - La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Procura di Milano perché nel caso in esame "viene in rilievo un diritto personalissimo del soggetto" e, dunque, il p.m. non è legittimato ad impugnare il provvedimento giudiziale, atteso che ciò può consentirsi solo in fattispecie "connotate da un prevalente interesse pubblico".
In altre e più semplici parole, non è rinvenibile alcun interesse pubblico che possa giustificare una intromissione nella scelta del tutto personale di Eluana (o dovremmo dire forse del padre?).
Non si tratta, quindi, di una sentenza che si appella ad mero un cavillo per lavarsi le mani, bensì di una precisa scelta di campo che tradisce la reale e sempre più audace visione che si sta imponendo nella società in materia di vita e di morte: la visione individualistica, relativistica, secondo cui "la vita è mia e ne faccio ciò che mi pare".
Riflettiamo su quale prospettiva etico-filosofica sta guidando il mondo del diritto...e probabilmente non solo quello.
Marco Ciamei
marco.ciamei@libero.it

20nov2008 - sono rimasto così male per la sentenza della Cassazione su Eluana che non posso non manifestare il disappunto e mi chiedo con quale diritto il padre ha ottenuto questo. Ritengo che in una prossima (speriamo) legge né i genitori né altri debbano avere questo potere, non vorrei proprio se fossi nelle condizioni di Eluana che anche la persona a me più cara decidesse per la mia vita. In casi come questo in cui una persona non può comunicare chiaramente la sua volontà per malattia, dovrebbero secondo me decidere solo i dottori per la cura migliore e che i genitori guardassero alla propria qualità di vita e riflettessero se certe situazioni familiari non siano permesse da Dio proprio per offrire loro l'opportunità di amare come Lui vuole, donando totalmente sé stessi a chi è profondamente bisognoso e scoprano così la meraviglia del Suo amore. Vorrei rivolgermi al padre di E. per invitarlo a considerare che la sua scelta è stata per me un deciso no all'amore Divino ed anche di questo dovrà rendere conto quando sarà al Suo giudizio. Viva Eluana!
Giovanni Masi
gimas.gio@tiscali.it

20nov2008 - Nessun giudizio su Beppino Englaro, ma il tribunale ha deciso una cosa orrenda: che Eluana deve essere fatta morire di sete e di fame. Non è attaccata a nessuna macchina. E' una violazione dei suoi diritti umani. La legistazione italiana punisce giustamente chi lascia morire di sete o di fame un animale, anche se malato. Eluana ha meno diritti?
E' assurdo il dibattito che vede chi contrappone cattolici con laici, parliamo di diritti umani comuni a tutti. Interveniamo perché dopo la sentenza della Corte di Cassazione è forte il rischio che qualcuno cominci a ragionare "disabilità grave uguale vita non degna d'essere vissuta". Infatti il Collegio reale delle ostetriche e dei ginecologi di Londra ha chiesto incredibilemte a una commissione di bioetica anglosassone la possibilità di uccidere i neonati con disabilità gravi, per tutelare il bene superiore delle famiglie e risparmiare ai genitori il fardello emotivo e il peso economico della cura per un bambino gravemente disabile.
La sentenza della Corte d'Appello di Milano sul caso Englaro contrasta con la convenzione Onu firmata dall'Italia dal ministro Ferrero. All'articolo 25, comma f, della Convenzione si legge: «Gli Stati parte devono prevenire il rifiuto discriminatorio di assistenza medica o di prestazione di cure e servizi sanitari o di cibo e liquidi in ragione della disabilità».
Quell'articolo è stato introdotto a seguito di una discussione sul caso Terri Schiavo. Il punto di partenza, irremovibile, è che le persone non possono essere lasciate morire di fame e di sete.
Per una questione di dignità della persona, di non discriminazione, di violazione di diritti e non di sacralità della vita: il nostro ragionamento non parte da principi religiosi. Se si tollera che una persona possa morire di fame e di sete è perché si pensa che quella persona può essere trattata così, perché non ci si pone il problema della sua dignità e del suo diritto ad essere assistita.
La politica metta subito in campo la legge sul testamento biologico, ma Eluana non può morire cosi, di fame e di sete.
Marco Espa
marco.espa@tiscali.it

20nov2008 - Togliere la persona dalla vita e "dal teatro del mondo attuale" è l'obiettivo più radilcalmente disumano al quale alcuni tragici fatti sia in Patria sia globali stanno convergendo. Le condanne a morte per fame e sete di Terry Schiavo e di Eluana Englaro. L'eutanasia infantile in Olanda e l'inserimento tra i diritti umani da parte di Ammesty International del diritto all'aborto. La sperimentazione inglese e coreana su clonazione umana ed embrioni chimera in parte umani. Il termine greco-latino di persona, derivato dalla maschera teatrale che identifica e distingue ogni personaggio, assume definitivamente, grazie al diritto romano, il significato di identità personale di ogni essere umano: irripetibile e indisponibile a violazioni/variazioni altrui. Ma separando l'essere umano dalla sua personalità si regredisce la persona ri(con)ducendola alle sue maschere: coscienza vigile, comunicatività, intelligenza e carattere. E'chiaro che una depressione maggiore, una malattia terminale o una deficienza neonatale propabilisticamente diagnosticata privano un essere umano di tutte quelle maschere. Riconoscere in ogni essere umano una persona inviolabile e infinitamente preziosa perchè irripetibile è l'unico argine per riproporre oggi e in futuro il primo monito del "Non uccidere" senza lasciarlo declinare in "Non uccidere nessuna persona adulta, sana, non moribonda senza il suo consenso, nemmeno se rea confessa e definitivamente provata colpevole del peggiore delitto e nemmeno per eccesso di illegittima difesa".
Matteo Maria Martinoli
Milano

19nov2008 - Ma e' mai possibile che si voglia ammazzare una ragazza, facendola morire di fame e sete? Una agonia straziante di 15 giorni, come gia' successo a Terry Schiavo!
Neanche un cane o un gatto si tratterebbero cosi'! Ma che dico... neanche una pianta (visto che si parla di "stato vegetativo"...).
Angelo Mandelli
gscfree@gmail.com

19nov2008 - Cara Eluana, su di te e per te, nessuno mai potrà scrivere la parola fine
Associazione Viverein
associazione.viverein@tin.it

19nov2008 - Cara Eluana, la nostra società impostata sull’efficientismo pragmatico, ha dimenticato il vero senso della vita, anche di quella malata o apparentemente inutile come la tua, perché sta rincorrendo come una pazza fantasmi inutili, spesso costituiti da piaceri effimeri o da poteri futili e non si accorge più che dentro tiene nascosto un cuore che batte e che reclama la vita, come il tuo, che rifiuta di essere soffocato, come il tuo cuore, Eluana.  Con l’unica differenza che a noi è toccato il compito di correre come pazzi, mentre tu sei stata posta sull’altare, quasi per unire cielo e terra, forse per ricordare a noi ammalati di frenesia, che prima o poi anche le nostre corse finiranno e, se non abbiamo corso bene, per tutti ci sarà il giudizio di Dio.   
D’altra parte, cara Eluana, se pensi che ci sono persone che si battono per uccidere i bambini prima ancora che nascano, o i vecchietti ai loro primi acciacchi, se pensi che si accaniscono per far nascere i bambini dal freddo, senza l’amore di mamma e papà, soli e disperati, orfani prima ancora di nascere, se pensi a tutto ciò, ti meravigli se si accaniscono contro la tua vita innocente?
Ma noi siamo per la vita, sempre e comunque, non è vero, Eluana? Tutti sono capaci di dire, quando stanno bene “Se mi ammalo gravemente, uccidetemi” ma poi, al momento decisivo, la forza della vita prorompe con tutto il suo vigore e reclama di vivere fino all’ultimo respiro, e allora capiamo che ciascuno di noi è persona unica e irripetibile, nata per amare e per essere amata, qualunque sia la propria condizione.
Patrizia Stella
Patrizia.stella@alice.it