Scendono nuovamente in piazza, i malati gravissimi, per rivendicare il loro diritto ad una vita dignitosa. Lo faranno giovedi’ 7 giugno, a partire dalle 10,30 davanti al ministero dell’Economia, portando con se’ una serie di richieste concrete e puntuali, che rivolgeranno al presidente Monti. "Noi il nostro terremoto lo subiamo quotidianamente - scrivono nell’appello che annuncia il presidio - In un’Italia in crisi, dove si chiedono sacrifici ai soliti noti, continuano a proliferare: hospice, case famiglia, residenze socio assistenziali dove le regioni sperperano miliardi per ingrassare i conti in banca di pochi. Le persone con gravi difficolta’ devono stare a casa - ribadiscono con forza i promotori - circondate dagli affetti, a costi contenuti. Meno strutture residenziali, piu’ famiglie: lo Stato deve supportarci con l’assegno di cura, riducendo ad un terzo i costi, erogare contributi diretti, senza intermediari per l’assunzione di badandato formato". La prima richiesta e’ "il ripristino del fondo per la non autosufficienza, per un importo non inferiore a 600 milioni", che deve essere accompagnato da un "impegno del governo a incanalare con decreto dettagliato 500 milioni per le patologie gravemente invalidanti, con contributo rapportato al bisogno assistenziale legato all’ingravescenza.
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