Il Santo Padre, durante la recente intervista al TG5 con il vaticanista Fabio Ragona, è tornato a denunciare l’indifferenza verso l’aborto e l’eutanasia quali esempi lampanti della cultura dello scarto. Un concetto ricorrente dell’allarme lanciato da Francesco nei confronti di una società sempre più prona all’esclusione in nome dell’utilità economica o personale.

Papa Francesco sottolinea come la natura della questione dell’aborto sia umana e scientifica, una questione “pre-religiosa” che interroga tutti, credenti e non. Con il suo consueto stile diretto il Papa ha marcato il bisogno di una riflessione etica di fronte alle possibilità scientifiche: “Io ho il diritto di fare questo? […] è giusto cancellare una vita umana per risolvere un problema, qualsiasi problema? No, non è giusto. È giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Uno che uccida la vita umana? Questo è il problema dell’aborto. Scientificamente e umanamente”.

Il Papa ha quindi ripercorso le tante condizioni e dimensioni della cultura dello scarto: “anche scartare i bambini senza educazione per sfruttarli dopo: senza togliergli la fame, crescono malati e muoiono. I bambini non producono e vengono scartati. Scartare gli anziani: gli anziani non producono e vengono scartati. Scartare gli ammalati o accelerare la morte quando è terminale. Scartare affinché la cosa sia più comoda per noi e non ci porti tanti problemi. Scartare i migranti: sulla nostra coscienza pesa la gente che è affogata nel Mediterraneo perché non la si lasciava venire”.

Francesco non si limita alla denuncia additando una soluzione, anche qui pienamente umana e condivisibile al di fuori della dimensione religiosa. Contro la cultura dello scarto abbiamo bisogno di “una cultura dell’accoglienza: invece di scartare accogliere. Non vale la cultura dell’indifferenza. Questa è la strada per salvarci, la vicinanza, la fratellanza, il fare tutto insieme. Fratellanza che non vuol dire fare un club di amici, no. Tutti”.

Il Movimento per la Vita, da oltre quarant’anni in prima linea per l’accoglienza di ogni vita umana, non può che far proprio l’appello di Papa Francesco. La presidente del Movimento, Marina Casini ha ricordato come “guardare al concepito come uno di noi, un fratello ⎼ come richiamato anche nella recente lettera enciclica Fratelli tutti ⎼ è il primo mattone per la costruzione di una cultura dell’accoglienza alternativa alla cultura dello scarto”. Casini quindi ricorda che “questa prospettiva richiede l’impegno di tutti perché questo sia un sincero percorso comunitario, e infine istituzionale, verso la costruzione di una società dove nessuna vita umana sia esclusa o rifiutata”.