Il Movimento per la Vita dichiara la propria solidarietà alla Professoressa Claudia Navarini, dell’Università Europea di Roma, attaccata per aver scelto di adottare nel suo corso di psicologia un testo del Card. Elio Sgreccia. La professionalità della Prof.ssa Navarini non ha bisogno di difese, si veda il suo ricco Curriculum accademico, come anche l’eccellenza dell’Università Europea di Roma, stimata da Censis tra le migliori in Italia! Tuttavia, Sgreccia non può più difendersi, ci ha lasciato lo scorso anno, e il Movimento per la Vita sente, per questo, il dovere di mettersi idealmente al fianco di “Don Elio”.

“Don Elio”, così si faceva chiamare Sgreccia – e già si evidenzia la sua personalità – era un uomo sinceramente innamorato della persona umana. Grande promotore dell’accoglienza incondizionata e senza giudizio, attivo difensore del rispetto della dignità di ogni vita attraverso la sua riflessione bioetica che contrapponeva il personalismo ontologico all’individualismo dilagante nella società attuale. Condividiamo quanto scritto dalla Professoressa Maria Luisa Di Pietro a proposito di Don Elio: «i suoi ragionamenti erano di una logicità inattaccabile. Il suo pensiero era limpido e inequivocabile, perché non era frutto dell’improvvisazione, ma di un approccio razionale e profondamente meditato. Un fatto questo molto apprezzato anche da chi muoveva da posizioni diverse, da visioni etiche non aperte alla metafisica». I due volumi del suo manuale di bioetica costituiscono una pietra miliare nella storia del pensiero personalista in ambito bioetico e fa quasi sorridere, nella sua tragicità, leggere che il suo manuale – riconosciuto internazionalmente come punto di rifermento della bioetica personalista, pubblicato in molte lingue – sia descritto come “testo choc” e ancora “pericoloso e inquietante”, addirittura “dittatoriale”. Un’assurdità che si spiega solo con una visione ideologica oscurantista animata da intenti commerciali.

Infatti, ci pare di trovarci di fronte, come spesso accade ultimatamente, alla costruzione di una “notizia scandalosa” per vendere qualche copia in più, fatta di ritagli capziosi che danno al lettore una visione parziale e volutamente fuorviante.  Un esercizio fatto senza il minimo scrupolo di fronte al lavoro di una vita di grandi e fini studiosi, quale era Sgreccia. Ovviamente, per creare uno scoop, si ricercano i temi più sensibili all’interno dell’opinione pubblica, in questo caso omosessualità, procreazione ed aborto e ci si indigna di fronte a qualsiasi posizione non prona ai diktat del politicamente corretto. Il pensiero del Card. Sgreccia è, tuttavia, di una coerenza cristallina e di un valore, anche laico, insuperato. Egli afferma ad esempio che la questione dell’aborto non è confessionale, ma, al contrario, coinvolge innanzitutto la conoscenza scientifica e la ragione, da cui scaturisce l’impegno – laico, anzi civile – per il bene comune che è bene di tutti e di ciascuno: «questo interesse per la vita umana è comprensibile – diceva – perché è in gioco il valore fondamentale dell’essere umano, della persona che è componente essenziale della società».

Ci si chiede, pertanto, se ad animare questo tipo di articoli, sia la poca fiducia nel pensiero critico degli studenti – e allora avremmo ben altri problemi da porci rispetto all’adozione di un libro all’interno di un corso universitario – o se si tratti di una azione di censura, questa sì dittatoriale, del pensiero di un intellettuale tra i padri della bioetica in Italia. Questo dovrebbe essere “pericoloso e inquietante” per i giornalisti che hanno fatto eco alla notizia.

D’altronde tutto questo non fermerà gli uomini di buona volontà, disposti a spendersi per difendere la vita umana in ogni suo momento: “noi pensiamo che quando sorge un ostacolo, un problema per il cammino dell’uomo, non ci si deve arrestare, né nascondersi, né piegarsi agli eventi, ma opporre e dispiegare la vela alla ricerca di un approdo più valido, per una soluzione umanamente più piena e più alta di valore: non la fuga, non il compromesso, neppure la opposizione per principio, ma la spinta verso il meglio”. Parole di Don Elio. Concludiamo semplicemente ricordando che uno grande stuolo di studenti, allievi, discepoli, colleghi sono grati a Don Elio per la sua “scuola”, le sue lezioni, i suoi insegnamenti, il suo prezioso Manuale, sempre valido e attuale.