Il mistero pasquale è veramente un mistero impenetrabile. Si tratta di capire il senso della crocifissione della seconda persona della Trinità fattasi uomo. Gesù è risorto non come spirito, ma come uomo in carne e ossa e in quanto tale è asceso al Cielo. Ciò significa che Gesù è l’uomo vero portato nel cuore di Dio.
Dio fattosi uomo ha condiviso tutte le situazioni dell’esistenza umana. Gesù è stato un concepito, un neonato, un fanciullo, un adolescente, un adulto; ha preso su di sé tutte le condizioni storiche dell’uomo – anche quella della violenza e della malvagità – e tutto il male del mondo. Sulla croce sono state collocate tutte le disumanità della storia. Gesù è risorto: è risorto l’uomo nuovo che si è immedesimato in ogni uomo cancellando il male e proseguendo, perseguendo e rinforzando il bene; Gesù è modello di ogni uomo nel tempo nuovo aperto da Maria, aurora del mondo nuovo. Siamo in presenza di una nuova creazione. La responsabilità di noi uomini è grande: Dio ci ha affidato il compito di costruire il mondo nuovo e cioè quello della verità e dell’amore. Gli eventi pasquali – morte e resurrezione di Gesù – mostrano la profondità della dignità umana.
Perciò ogni concepito deve essere riconosciuto un essere umano chiamato a costruire il mondo nuovo e a raggiungere infine, quasi deificato, il cuore di Dio. L’aborto è stato messo sulla croce insieme alle altre disumanità. È giunto il tempo di accogliere ogni concepito come parola di amore di Dio.

(Avvenire 27 aprile 2019)