Carla Padovani, capogruppo del Pd al Comune di Verona, giunta alla ribalta delle cronache per avere votato a favore della mozione per la vita di Verona ha partecipato ai lavori del 38° convegno dei Centri di aiuto alla vita in corso a Lecce. “La vita non ha colore politico ma ha il colore dell’uomo” ha affermato durante il suo intervento alla tavola rotonda dei politici, “I Cav un modello per le istituzioni”.

Padovani ha votato “rispettando il codice etico del Pd” ma anche perché “non votare avrebbe significato rinnegare se stessi. Quella mozione era da votare”.
La tutela della vita secondo la consigliera “è un problema eminentemente umano perché la vita è il valore dell’umanità”. “Ho 3 figli – continua – e ho sperimentato in prima persona cosa vuol dire essere una donna che lavora”.  “È vero che la legge 194 è iniqua, come ha detto Marina Casini… ci sto riflettendo molto in questo periodo e mi chiedo se non vada rivista”.
“Decidere di avere un bambino non è facile. Se la donna è sola e non viene aiutata prende l’unica strada che si trova davanti; se la donna che aspetta un bambino si sente amata e sostenuta farà poi la scelta per il bene”.
“Sono qui al convegno di Lecce per imparare a lavorare nella vostra linea” ha concluso.

Pino Morandini, che presiedeva la tavola rotonda, ha ricordato che tanti sono stati gli attacchi, ma tantissimi i sostegni che arrivati alla Padovani anche da oltralpe e dalle persone più impensate. “La mozione veronese farà e già fa scuola perché è stata proposta in comuni come Roma, Ferrara, Milano, Modena, Gorgonzola, Sestri levante”.

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