Il Movimento per la vita italiano esprime soddisfazione per la sentenza della Corte di Appello di Trieste che ha confermato l’assoluzione della farmacista la quale – in quanto obiettrice di coscienza – si era rifiutata di consegnare la pillola del giorno dopo. Il Movimento per la vita, sulla base di autorevolissimi pareri e di studi (Comitato Nazionale per la Bioetica, Istituto Superiore di sanità, Società Italiana Procreazione Responsabile…) ha dimostrato che la pillola del giorno dopo così come la pillola dei cinque giorni dopo, se il concepimento è avvenuto, provoca la morte dell’embrione dell’embrione già formato. A riguardo, il Movimento per la Vita ha redatto il X Rapporto sull’attuazione della legge 194 (Dopo 40 anni per una prevenzione vera dell’aborto volontario) a commento dell’annuale relazione ministeriale presentata il 7 dicembre 2016. Va aggiunto che anche nel caso di dubbio nessuno può essere costretto a compiere azioni che possono eventualmente sopprimere un essere umano.