Lettera al Popolo della Vita

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Nel momento in cui è stato chiaro che difficilmente avrei potuto sottrarmi al compito che mi trovo a dover svolgere – da me non cercato, affidatomi dalla base del Movimento e comunque limitato nel tempo – il pensiero è andato alle grandi difficoltà da affrontare e al peso gravoso della responsabilità che ne consegue. Confido nell’aiuto di Maria “aurora del mondo nuovo e Madre dei viventi” e so di poter contare sulla condivisione della responsabilità da parte del Segretario Generale Giuseppe Grande, del Vice-Presidente Vicario Pino Morandini e di tutti i membri della Giunta. Confido anche nel prezioso contributo che ciascun membro del Consiglio Direttivo potrà offrire, affinché il Movimento possa continuare servire la società e la Chiesa per costruire insieme con tutti gli uomini di buona volontà, la “civiltà della verità e dell’amore”.

Accanto alle preoccupazioni, ci sono però significativi motivi di speranza. Essi emergono dal cammino fino ad ora fatto. I 200.000 bambini aiutati a nascere – anche nelle condizioni più difficili delle madri che, tuttavia, hanno espresso gioia e gratitudine verso Centri di Aiuto alla Vita -, sono un fatto grandioso che dovrebbe costituire un esempio anche per l’intera società civile, in particolare per i consultori familiari. Vi è poi la presenza di persone generose, umili, coraggiose, che operano nel silenzio; c’è il volto del Movimento reso giovane dai tanti volti di ragazzi e ragazze che nel corso degli anni hanno seminato freschezza ed entusiasmo intrecciando speranza, innovazione, futuro; c’è l’esperienza di amicizie sincere e il dono dell’amicizia di Santi come Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta. È motivo di speranza il magistero di Papa Francesco che sull’esempio di Gesù va a cercare i poveri e i lontani. L’affetto da cui è circondato da questi ultimi alimenta la speranza che quanto papa Francesco afferma e affermerà sul diritto alla vita sin dal concepimento penetri efficacemente nella coscienza delle persone “lontane” e salvi vite umane.

Dovremmo comunque dare risposte alle novità maturate nel corso dei 40 anni alle nostre spalle, sviluppando le linee di forza che hanno guidato fino ad ora il Movimento. La fedeltà alla Chiesa, da sempre coltivata, è il primo aspetto da mantenere e consolidare. Sebbene il Movimento promuova il valore della vita umana non solo con motivazioni religiose, ma prima ancora con argomenti di ragione, tuttavia l’amicizia con la Chiesa universale e locale è indispensabile, perché essa «è il principale baluardo dei diritti umani» (San Giovanni Paolo II). Ciò nonostante, proprio perché intende influire sull’intera società, il Movimento resta aperto alla collaborazione con persone di buona volontà, anche se non credenti o di altra fede religiosa.

La difesa della vita come sappiamo ha un orizzonte molto ampio e abbraccia molteplici situazioni, ma nel Movimento è iscritta la specificità del servizio a coloro che sono i più dimenticati, di cui nessuno vuol parlare: i bambini non ancora nati oggi soppressi in numero sconfinato. La ragione dell’impegno del MpV è una sola ed è molto semplice: il figlio è figlio fin dal concepimento, è un essere umano, uno di noi.  Questo non significa ignorare i già nati, poveri o vittime di inaudite violenze, ma considerare l’accoglienza dei figli concepiti come il fondamento per costruire un umanesimo nuovo. Il riconoscimento della piena umanità del concepito introduce, infatti, una potente energia che illumina la dignità umana di ogni uomo e rinforza le ragioni dell’accoglienza di ogni ultimità.

Il Movimento ha sempre cercato di essere strumento di unità nel mondo cristiano e anche al di fuori di esso, operando come lievito e rifiutando l’idea di avere il monopolio della difesa della vita. Questo significa promuovere una unità non solo ideale, ma anche strategica con azioni, linguaggi e metodi che esprimano insieme franchezza ed amore ed una tenacia operosa che non si arrende mai, ma che tiene conto della realtà e persegue anche obiettivi parziali.

Su questa base, occorre procedere alle innovazioni necessarie per rafforzare la struttura del Movimento, anche tenendo conto delle novità emerse con particolare riferimento alla diffusione della c.d. “contraccezione di emergenza” – che, in realtà, se il concepimento è avvenuto, provoca aborti precocissimi – e al diffondersi delle tecnologie di fecondazione in vitro che si prestano a pesanti manipolazioni distruttive dei figli concepiti e della genitorialità. Le aggressioni contro la vita nascente si sono intensificate anche per la pressione economica di potenze mondiali. Le nuove tecnologie e i prodotti della chimica che distruggono o manipolano la vita umana al suo inizio, così come il presunto e falso diritto di disporre a piacimento della propria esistenza sono le nuove sfide che esigono un grande impegno di educazione, informazione e mobilitazione dell’opinione pubblica. È urgente rafforzare la dimensione culturale del Movimento sulle frontiere della Bioetica e del Biodiritto.

Concludo con una parola di gratitudine nei confronti di Gian Luigi Gigli, il Presidente che mi ha preceduto: cercherò, cercheremo, di continuare il cammino da lui intrapreso; e nei confronti di tutti i membri del Movimento per la Vita e di coloro che ci sono vicini: so che potremo lavorare insieme.

In alto i cuori!

Marina Casini, Presidente del Movimento per la Vita Italiano

 

 

Lettera al Popolo della vita