Roma, 7 aprile 2018.  Il Movimento per la vita italiano esprime il suo disappunto per le polemiche suscitate dal manifesto affisso da Pro Vita a Roma e per la conseguente rimozione dello stesso. Ci dispiace che siano stata calpestate le libertà costituzionalmente garantite di parola e di espressione, che in questo caso hanno a che fare con una elementare verità fondata sulla scienza e sulla ragione: il figlio è figlio fin dal concepimento, è un essere umano, uno di noi, titolare del basilare diritto alla vita. È lodevole l’intento di portare l’attenzione sul bambino non nato. Tuttavia, il Movimento per la Vita ha sempre adottato modalità comunicative diverse per promuovere la cultura dell’accoglienza dei bambini in viaggio verso la nascita. È necessario che il tema della vita nascente sia proposto in chiave costruttiva, con lo spirito di chi vuole gettare ponti e non costruire muri; con la fiducia che, nonostante tutto, la “preferenza per la nascita” è un percorso tracciato destinato a consolidarsi; con la consapevolezza che la gravidanza è una condizione particolarissima che implica uno sguardo d’amore sia verso il figlio che verso la madre. Per questo il Movimento per la Vita auspica che il quarantesimo anniversario della legge 194/1978 sia l’occasione per una riflessione dialogante e approfondita nella convinzione che davvero il riconoscimento del concepito come uno di noi è la prima pietra per costruire un nuovo umanesimo.