Indirizzo di saluto da parte di S. E. Card. Bassetti all’Assemblea del Movimento per la Vita

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Cari amici e care amiche,

rivolgo un saluto caloroso ai partecipanti che sono venuti da tutta l’Italia per l’Assemblea nazionale delle associazioni locali del Movimento per la Vita e, in particolare, porgo un saluto affettuoso al Presidente, Gian Luigi Gigli, e a Carlo Casini, che del Movimento per la Vita è stato per molti anni una colonna portante.

Senza alcun dubbio, quest’Assemblea cade in un momento particolarmente significativo per la storia del Movimento: a soli due mesi dalla ricorrenza del 40° anniversario della legge 194 e tre mesi dopo l’approvazione della legge sul biotestamento. Sono sufficienti questi due riferimenti per indicare i grandi cambiamenti che si sono verificati nella società italiana – prima ancora che nella legislazione – e che hanno messo in discussione, non solo il principio della sacralità della vita in nome di una secolarizzazione pervasiva e talvolta aggressiva, ma i principi fondamentali di quell’umanesimo cristiano che per secoli è stato il fondamento della nostra civiltà.

Ciò che è in discussione oggi non è soltanto la legislazione di uno Stato o l’attività di un’organizzazione internazionale, ma le più importanti norme morali, sociali e culturali di un sistema codificato di idee, pratiche e stili di vita che per molto tempo hanno guidato la vita del continente europeo. L’umanesimo cristiano, infatti, ha informato di se ogni manifestazione dell’agire umano: dalla cultura alla vita pubblica fino alla dimensione religiosa. Il Concilio Vaticano II, non a caso, è stato definito come il «crocevia dell’umanesimo contemporaneo». Oggi, però, quella «verità sull’uomo» annunciata con vigore da Giovanni Paolo II sembra non essere più conosciuta da larghi settori della società europea.

Ecco allora la necessità, come ha detto in più occasioni Papa Francesco, di «un nuovo umanesimo europeo vicino agli ultimi». Un umanesimo non di facciata, non teorico, ma estremamente concreto. Un umanesimo cristiano che si prende cura dei piccoli, dei poveri e di tutti quegli scarti umani prodotti da una società sempre più individualista, consumista e nichilista. Una società che troppo spesso riduce le persone a merce, se non addirittura a delle cose.

Ci troviamo di fronte a quell’«uomo-non umano» descritto in un celebre libro di Romano Guardini, La fine dell’epoca moderna, che è anche una delle opere più utilizzate da Francesco per la sua riflessione sul potere. Oggi, il potere di disporre della vita è potenzialmente sconfinato. In un laboratorio, infatti, si può creare e distruggere la vita per motivazioni mediche o scientifiche, ma anche per soddisfare un desiderio individuale o per raggiungere un’utilità economica. Il «futuro della natura umana», come ammoniva alcuni anni fa Jürgen Habermas, passa inevitabilmente da una riflessione seria e autorevole su questa capacità di disporre della vita.

Una delle questioni, a mio avviso eluse dal dibattito pubblico, riguarda proprio la questione dell’utilitarismo. Che non è più una questione filosofica, ma una superficiale regola di vita che potremmo sintetizzare così: tutto ciò che è utile è buono; tutto ciò che non è utile può essere scartato. A questo rozzo utilitarismo che sembra essersi affermato nel vissuto quotidiano di larga parte della società europea, occorre contrapporre una cultura della carità che di fronte ad ogni avversità si prefigge un solo obiettivo: salvaguardare, sempre, la dignità incalpestabile della vita umana. Perché la vita va difesa sempre. Senza compromessi o scorciatoie!

Oggi, però, di fronte alle questioni aperte dalle tecnoscienze e alla diffusione di un pensiero nichilista, non possiamo non rendere merito all’azione culturale ed educativa che ha svolto con coraggio, in questi decenni, il Movimento per la Vita. La vostra proposta è stata resa credibile soprattutto dalla testimonianza delle opere: dalla rete dei CAV e delle case di accoglienza; dal servizio di SOS Vita; dalle adozioni del Progetto Gemma; dalle Culle per la Vita. Sono opere che hanno dimostrato che la vita vince sempre. Alla solitudine e all’individualismo delle scelte si sostituiscono, infatti, la compagnia e la solidarietà, la cura e la prossimità. La Chiesa italiana vi ringrazia per quanto avete fatto e vi incoraggia a continuare nel vostro impegno generoso di dirigenti, di soci e di volontari. Desidero ringraziarvi, inoltre, anche per esservi fatti carico di portare i temi della vita sul quotidiano Avvenire, curando ogni mese la redazione del suo mensile «NOI Famiglia&Vita».

La vostra Assemblea nazionale di quest’anno è anche l’occasione per il rinnovo dei vostri organi elettivi. Nella continuità indispensabile per non disperdere il prezioso lavoro svolto nel triennio che si conclude, sono certo, tuttavia, che dalle elezioni potrà uscire una squadra ancora più forte, in grado di fare del Movimento un esempio di unità e di collaborazione.

Voglio concludere con un invito che sento dal più profondo del mio cuore: cari amici e care amiche vi invito ad essere vicini ai vostri Vescovi, a sensibilizzarli per lo svolgimento di una pastorale sui temi della vita autorevole e concreta, e che non si limiti soltanto alla celebrazione della annuale giornata per la vita.

A voi riuniti in Assemblea, a tutti i soci e volontari del Movimento, ai vostri benefattori e alle mamme in difficoltà che voi aiutate giungano la mia benedizione e l’assicurazione del sostegno della Chiesa Italiana.

 

Card. Gualtiero Bassetti
Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

 

Mess. Card. Bassetti per Assemblea 170318