Avvenire – La storia. Emanuele salvato dalla «Culla» del convento

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«Emanuele sta bene e presto avrà una famiglia che si prenderà cura di lui, a noi resterà la gioia di avergli dato una seconda possibilità di vita». È il commento commosso di padre Miki Mangialardi, custode dell’antico convento di San Francesco da Paola, a Monopoli, in provincia di Bari. Come in una favola, nei giorni più rigidi dell’inverno pugliese, è stato lui, intorno alle 12.30 di lunedì, a trovare un fagottino nella ‘culla per la vita’ installata dopo la triste vicenda di una neonata trovata morta sulla spiaggia del paese, un anno fa. Chi ha lasciato il neonato, poi chiamato Emanuele, ha premuto il tasto rosso accanto alla culla facendo scattare l’allarme che ha permesso al frate di accorgersi del piccolo di 3-4 giorni. Il bimbo era in buone condizioni, con il cordone ombelicale tagliato e probabilmente appena allattato. Subito è stato allertato il 118 che ha portato il neonato in ospedale per i controlli, mentre nella comunità francescana è cominciato un viavai di mamme e papà armati di tutine, bavette, pannolini e biberon. Ora Emanuele è affidato al Tribunale dei Minori di Bari e verrà adottato, ma non è il primo bimbo lasciato in un convento. Oggi le ruote – inventate nel Medioevo – sono diventate ‘tecnologiche’, termiche e collegate a sensori. E grazie al Movimento per la Vita stanno tornando in tutta Italia: a oggi sono 52, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. La storia di Emanuele «non deve suscitare solo l’istintivo sospiro di sollievo – commenta Gian Luigi Gigli, presidente nazionale di Mpv – ma sottolineare invece l’importanza di far conoscere la rete delle Culle per la Vita. Siamo infatti convinti che una maggiore conoscenza di questo strumento potrebbe ridurre il ripetersi di devastanti episodi di abbandono. In proposito, la nostra richiesta al premier Gentiloni di uno spazio televisivo nella Pubblicità Progresso della Presidenza del Consiglio dei Ministri non è stata degnata neanche di una risposta. Torniamo a riproporla ora, sotto l’emozione positiva del piccolo Emanuele di Monopoli».

 

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