Quarant’anni e sembra ieri. Quarant’anni fa, il 22 maggio 1978, entrava in vigore la legge 194, sulla spinta degli inesistenti “mostri” della diossina a Seveso e della denuncia di un iperbolico e demograficamente impossibile milione di aborti clandestini. Quarant’anni fa nascevano anche il Movimento per la Vita e il Centro di Aiuto alla Vita di Cesena. Niente meglio di questa coincidenza di anniversari potrebbe fotografare le ragioni che hanno dato vita alle nostre associazioni locali: il bisogno cioè di offrire una risposta alla ragioni che aveva portato all’approvazione della legge, sia sul piano culturale che su quello della testimonianza. Quarant’anni che sembrano l’album fotografico di una serie di sconfitte, anche perché, come sempre, la 194 è stata sì il prodotto di un cambiamento culturale già avvenuto nella società, ma ha prodotto a sua volta un profondo cambiamento di mentalità, relativizzando il diritto alla vita in Italia e riducendo inevitabilmente la possibilità di difenderlo per tutti. Così in quarant’anni abbiamo perso il referendum del 1981; siamo stati estromessi di fatto dai consultori, lasciando le donne in mano a professionisti poco motivati a proporre loro alternative all’aborto; sono state favorite le carriere dei medici disponibili a fare aborti; è stata introdotta la procreazione assistita ed è stata poi smantellata progressivamente la legge 40/2004, che vietava la selezione eugenetica e limitava il numero degli embrioni ottenibili; è stata sdoganata l’eterologa ed è stata permessa la compravendita di gameti da parte delle regioni, contrabbandandola come ovodonazione; sono state create le premesse per l’utero in affitto, per ora solo d’importazione; è stato introdotto l’aborto chimico di stato con la RU-486; nel 2009 è stata lasciata morire una grave disabile per disidratazione e denutrizione; è stato consentito il turismo della morte verso la Svizzera. Infine, proprio a conclusione di questi 40 anni, è stata legalizzata l’eutanasia omissiva grazie alla legge sul biotestamento. Quarant’anni che vengono invece strombazzati come la vittoria della 194 sull’aborto, perché gli aborti legali si sarebbero ridotti da quasi 235mila a meno di 85mila nel 2016. Ma davvero gli aborti in Italia stanno calando? In larga parte almeno dipende dalla diminuzione del numero delle donne in età fertile. Inoltre, se gli aborti in ospedale calano, si assiste al diffondersi dell’uso fuori indicazione di prodotti ad azione abortiva, cioè di aborti farmacologici fai-da-te, grazie ai quali l’aborto è rientrato nella solitudine e nella clandestinità da cui la 194 avrebbe voluto sottrarlo. Soprattutto, essi diminuiscono perché molte gravidanze sono impedite dall’effetto abortivo precocissimo legato alla cosiddetta “contraccezione” di emergenza con cui, in realtà, si impedisce l’annidamento dell’embrione in utero. Un fenomeno, quello delle pillole dei giorni dopo, che denuncia l’emergenza educativa dell’ignoranza inconsapevole, della deresponsabilizzazione, del sesso banalizzato, con partner multipli e occasionali. Dal canto loro, i tassi di abortività ripetuta e il 30 per cento di aborti a carico di donne non italiane sembrano indicare, insieme al fabbisogno educativo, anche l’importanza della situazione socio-economica, confermando che l’aborto, prima di essere una scelta, è una coercizione e che la donna dovrebbe essere messa anzitutto in condizione di poter scegliere per la vita. Dunque la sconfitta, prima che di quanti sono impegnati a difendere la vita, è la sconfitta dello Stato nelle sue garanzie di libertà e nell’efficienza dei suoi servizi e, soprattutto, la sconfitta delle donne, illuse nell’esercizio di una sessualità deresponsabilizzata, abusate nella ignoranza del significato delle scelte, lasciate sole nel momento in cui ‘l’incidente’ di percorso si verifica, private delle alternative alla soppressione del figlio che portano in grembo che pure, ipocritamente e a parole, la 194 prometteva di assicurare loro. In questo contesto il Movimento per la Vita è la voce fuori dal coro che ha tenuto desti nell’opinione pubblica gli interrogativi sul valore e sul significato della vita umana, che ha consentito a tante coscienze di non subire l’anestesia mentale di un processo planetario di omologazione culturale, che ha salvaguardato la libertà dei medici obiettori, che ha fatto da argine allo tsunami culturale resistendo alla deriva che tutto voleva travolgere. Se a qualcuno ciò sembrasse poco, l’esperienza dei nostri Centri di Aiuto alla Vita ha mostrato che molte volte è sufficiente una mano tesa per liberare la donna dalla costrizione del bisogno e della solitudine, dandole la forza di non abortire e di salvare, insieme al figlio, la sua stessa vita. Certamente abbiamo fatto troppo poco, tuttavia in questi quarant’anni abbiamo permesso di nascere ad almeno 200mila bambini, abbiamo consentito alle loro 200mila mamme di non dover piangere per la morte del figlio che portavano in grembo, ne abbiamo aiutate molte di più a portare a termine la loro gravidanza e il periodo successivo al parto più agevolmente. Nelle nostre case d’accoglienza abbiamo potuto dare un rifugio a tante mamme la cui attesa era oggetto di pressioni o di violenze, oppure gravata dal bisogno. Il MpV e il Cav di Cesena sono stati parte di questa rete, fatta da uomini e, soprattutto, donne capaci di infondere speranza a chi è nella disperazione, di fare comunità lì dove impera l’individualismo, di offrire solidarietà e compagnia dove il disagio e la sofferenza sono vissuti nella solitudine, di costruire una città per l’uomo, lì dove ci si accanisce a distruggere tutto ciò che è umano. Quando finalmente sarà tempo di ricostruire, ci si accorgerà che in mezzo alle macerie, in tutti questi anni, una umanità nuova non solo provvedeva anche a Cesena a rabberciare le case cadenti, ma aveva già incominciato a costruire la nuova città. Quarant’anni vissuti di corsa, quarant’anni passati in un soffio. Quarant’anni in cui abbiamo risposto all’invito di un Santo ad alzarci in piedi ogni volta che la vita di un essere umano è minacciata.

Gian Luigi Gigli

Corriere Cesenate02022018