BIOTESTAMENTO: GIGLI, GIA’ PROVE TECNICHE DI EUTANASIA ATTIVA?

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Roma, 19 DIC – “Come volevasi dimostrare, la legge sul Biotestamento non era altro che un cavallo di troia. Quanto avvenuto a Santa Lucia di Piave (Treviso) non resterà purtroppo un episodio isolato, ma sarà il primo di una lunga serie di casi che, facendo leva proprio sul Biotestamento, serviranno ad esercitare grandi pressioni sul Parlamento per introdurre in Italia una volta per tutte l’eutanasia attiva alla prossima legislatura”. Lo afferma il deputato di Energie per l’Italia Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita Italiano, a proposito di quanto rivelato alla stampa dal sindaco di Santa Lucia di Piave (Treviso), Riccardo Szumski.
“Sul piano giudiziario sarà la magistratura ad accertare tutte le responsabilità penali del caso. Il confine tra la sedazione del dolore e l’omicidio del consenziente è infatti legato alle finalità dell’atto e all’intenzione o meno di affrettare la morte del paziente. Sul piano politico e soprattutto morale – sottolinea Gigli – occorre invece segnalare ai parlamentari che hanno votato a favore del Biotestamento, in particolare a quelli cattolici, che dopo questo caso e l’appello all’eutanasia da parte di Cappato, è già caduta la tesi da essi sostenuta secondo cui l’approvazione del Biotestamento avrebbe arginato la deriva eutanasica, che invece resta in agguato dietro l’angolo”.