Roma, 28 set. 2017 – “La Legge 194 non prevede il diritto all’aborto: chiede – invano – di prevenirlo offrendo alternative a chi chiede di farvi ricorso. Riconoscere un diritto all’aborto equivarrebbe ad ammettere che ad alcuni esseri umani possa non essere riconosciuto il diritto alla vita, con evidenti rischi che, in nome dei diritti civili, il perimetro dei diritti umani possa in futuro ridursi anche per altre categorie”. Lo afferma il deputato Gian Luigi Gigli (gruppo parlamentare “DeS-Cd”), Presidente del Movimento per la Vita Italiano, a proposito della ‘Giornata mondiale per l’accesso all’aborto sicuro e legale’.

“Particolarmente sgradevole – sottolinea Gigli – che una simile manifestazione abbia dunque luogo mentre, alla presenza del Presidente Gentiloni, è riunita in Campidoglio la Conferenza Nazionale per la Famiglia, per riflettere anche sulla denatalità che rischia di affondare il Paese. Sono sei milioni, infatti, gli italiani che mancano all’appello per gli aborti legali dal 1978. Perché allora non rivendicare tutti insieme il diritto per ogni donna di non abortire per costrizioni economico-sociali? Questa sarebbe la vera libertà di scelta, il resto sono ideologie disumane”.