Per fermare l’introduzione in Italia dell’eutanasia da sottrazione di cure.

Il testo unico su consenso informato, pianificazione delle cure e dichiarazioni anticipate di trattamento, all’esame della Camera dei Deputati, se approvato nella sua forma attuale produrrà un’autentica rivoluzione.

1) La vita diverrà un bene disponibile
2) Sarà ritto il patto ippocratico e il medico sarà chiamato a interrompere sostegni vitali
3) Dovrà essere depenalizzato il reato di omicidio del consenziente, per i medici che togliessereo la cannula con cui il paziente viene nutrito
4) Alla tutela costituzionale della salute e della vita, intese come patrimonio della comunità, si sostituirà la concezione individualista dell’autodeterminazione assoluta.

Tutto ruota attorno a questo principio, diventato un autentico dogma, anche quando la decisione fosse assunta con l’obiettivo di affrettare la morte del soggetto. E’ quanto succederebbe invevitabilmente con la sospensione dell’idratazione e nutrizione assistite.

Nello schema ideologico dei sostenitori del progetto di legge, idratazione e nutrizione assistite sono equiparate a terapie, che possono essere sempre rifiutate o sospese, mentre l’eutanasia omissiva (da sospensione dei sotegni vitali) non esiste. Se per eutanasia deve intendersi “qualunque azione od omissione che per sua natura e nelle intezioni è finalizzata ad affrettare la morte del paziente”, sono l’inevitabiità dell’esito mortale e l’intenzione di affrettare la morte a qualificare la legalizzazione della sospensione di idratazione e nutrizione come l’introduzione nell’ordinamento italiano dell’eutanasia omissiva. In questa triste pratica si troverebbe coinvolto il Sistema sanitario, anche su paziente non in fase terminale.

La facoltà di decidere la sospensione delle cure e dei sostegni vitali anche al legale rappresentante di soggetti minori o incapaci rischia di affidare la vita di persone fragili nelle mani di chi potrebbe desiderarne la morte per ragioni d’interesse o per sottrarsi al carico dell’assistenza.

Nella sua attuale formulazione, il testo unico in discussione prevede la trasformazione del medico da professionista responsabile e coscenzioso a esecutore cieco, senza lasciargli nemmeno la possibilità di rifiutarsi di collaborareper affrettare la morte del paziente. Non è prevista, infatti, al momento alcuna forma di obiezione di coscienza e il carattere vincolante delle DAT è sottolineato parlando di “disposizioni”.

Infine, mentre ci si affanna a garantire autonomia di decisione anche per scelte che potrebbero condurre a morte, non ci si premura di verifcare se le scelte contenute nelle DAT siano davvero consapevoli e libere da condizionamenti.

I malati chiedono accompagnamento e solidarietà, non di essere lasciati morire in base a protocolli burocratici. Aderisci subito all’iniziativa lanciata dal Movimento per la Vita Italiano

Firma anche tu la petizione per chiedere al Parlamento di fermarsi a riflettere.

Prima che sia troppo tardi

http://www.citizengo.org/it/lf/41081-stop-eutanasia-italia